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Home » Attualità » Garlasco, oggi la svolta dopo 19 anni: chiuse le indagini su Sempio. Stasi verso la revisione

Garlasco, oggi la svolta dopo 19 anni: chiuse le indagini su Sempio. Stasi verso la revisione

Chiuse le indagini su Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Stasi verso la revisione della condanna dopo 19 anni. Tutti gli sviluppi del caso.
RedazioneBy Redazione28 Settembre 2026
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Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007
Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007 (fonte: Leggo)

Oggi, lunedì 28 settembre, si chiude un capitolo decisivo nella nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Scade infatti il termine per le indagini preliminari sull’omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, nel Pavese. La Procura di Pavia dovrà notificare alla difesa di Andrea Sempio, attualmente unico indagato per omicidio aggravato, il secondo avviso di conclusione delle indagini, dopo quello depositato lo scorso 8 maggio.

La nuova inchiesta ha rimesso in discussione un caso che sembrava ormai chiuso. Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato infatti condannato in via definitiva a 16 anni di carcere Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. La sentenza definitiva è arrivata nel 2017, al termine di un lungo percorso giudiziario. Nel 2025, però, la Procura di Pavia ha riaperto le indagini e Sempio, 38 anni, amico del fratello di Chiara, è tornato al centro dell’inchiesta dopo essere già stato indagato e poi archiviato nel 2017.

Andrea Sempio a Porta a Porta
Andrea Sempio a Porta a Porta (fonte: YouTube)

In questi 18 mesi gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Pavia e dal procuratore Fabio Napoleone, hanno svolto consulenze tecniche e nuovi approfondimenti investigativi. La Procura avrebbe potuto chiedere una proroga di altri sei mesi, ma ha scelto di non farlo. Con la chiusura delle indagini non potranno quindi essere svolte ulteriori attività investigative e tutto il materiale raccolto dovrà essere messo a disposizione delle parti.

La Procura ritiene di avere raccolto elementi sufficienti per sostenere l’accusa nei confronti di Sempio e potrebbe quindi chiedere il suo rinvio a giudizio. Per il reato di omicidio la richiesta dovrà essere presentata entro nove mesi dalla chiusura delle indagini, anche se l’intenzione della Procura sarebbe quella di procedere in tempi più rapidi, già prima della fine dell’anno. Tra gli elementi al centro dell’inchiesta ci sono il DNA individuato sulle unghie di Chiara Poggi e l’impronta identificata come numero 33.

Ora toccherà alla difesa. Gli avvocati di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, potranno esaminare le nuove carte e le consulenze tecniche e avranno circa venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere un nuovo interrogatorio del loro assistito. Sempio, finora, si è avvalso per due volte della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati.

Se la Procura presenterà la richiesta di rinvio a giudizio, l’udienza preliminare davanti al giudice di Pavia potrebbe essere fissata nei primi mesi del prossimo anno o in primavera, anche in considerazione dei tempi tecnici e del carico di lavoro degli uffici giudiziari. In questa fase il giudice dovrà valutare se gli elementi raccolti siano sufficienti a ritenere concretamente possibile un esito di condanna al termine di un eventuale processo. In caso contrario, potrebbe disporre il non luogo a procedere.

Per Sempio resta inoltre possibile la scelta del rito abbreviato, che consente al giudice di decidere sulla base degli atti già raccolti durante le indagini, senza arrivare al dibattimento, con una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. Dal 2019 questa possibilità non è prevista per i casi di omicidio aggravato, ma nel caso di Sempio potrebbe essere ancora applicabile perché il fatto risale al 2007, quindi a prima della modifica legislativa.

La vicenda giudiziaria, però, corre su due binari. Mentre la Procura di Pavia porta avanti l’inchiesta su Sempio, i legali di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno preparando una possibile richiesta di revisione della condanna. La difesa ha scelto di attendere la conclusione delle nuove indagini per avere un quadro più completo. Stasi, che a giugno ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali dopo anni di detenzione, è quindi direttamente interessato agli sviluppi dell’inchiesta.

Sulla possibile revisione dovrà pronunciarsi anche la Procura generale di Milano. La procuratrice generale Francesca Nanni sta esaminando da mesi la documentazione, dopo aver ricevuto lo scorso maggio un’informativa dalla Procura di Pavia. La Procura generale potrebbe procedere autonomamente con una richiesta alla Corte d’appello di Brescia, che dovrà poi valutarne l’ammissibilità e, nel caso, fissare l’udienza per esaminare il merito della revisione. Secondo le tempistiche indicate, una decisione potrebbe arrivare tra la fine di ottobre e novembre, anche se non esiste una scadenza precisa.

Se la revisione venisse accolta e il procedimento si concludesse con l’assoluzione di Stasi, la condanna verrebbe revocata insieme alle eventuali pene accessorie. Verrebbero inoltre meno gli effetti economici della condanna, compresi i risarcimenti versati alla famiglia Poggi, che dovrebbero essere restituiti. In quel caso, i legali di Stasi potrebbero anche presentare una richiesta per ingiusta detenzione.

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