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Home » Attualità » Turni disumani e una vita spezzata: la storia di Maddalena Carta, la dottoressa morta per troppo amore verso i pazienti

Turni disumani e una vita spezzata: la storia di Maddalena Carta, la dottoressa morta per troppo amore verso i pazienti

La morte di Maddalena Carta, medico di Dorgali, a 38 anni svela la verità sulla difficile situazione della sanità italiana.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Settembre 2025
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Maddalena Carta
La dottoressa Maddalena Carta (fonte: La Stampa)
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La comunità di Dorgali, comune sardo nella provincia di Nuoro, è in lutto per la scomparsa prematura di Maddalena Carta, una stimata medico di base di soli 38 anni, deceduta mentre la sua professione. Carta si era sentita male durante un turno lavorativo ma ha ignorato il suo malessere per non abbandonare i pazienti, incarnando quindi la vocazione medica nella sua forma più pura. Tuttavia, questo sacrificio nasconde qualcosa di ancora più grave. Il fratello Gianmaria ha rivelato che “faceva orari disumani”, dedicandosi anima e corpo a quello che per lei non era solo un lavoro, ma una vera e propria missione.

In un’intervista a La Stampa ha spiegato:

“Non sappiamo con esattezza le cause della morte. Gli organi erano quasi tutti compromessi: fegato, polmoni, cuore. E sebbene mia sorella fosse favorevole alla donazione degli organi, non abbiamo potuto donare niente. Un paradosso.

Era molto stressata per via del suo lavoro. Mia sorella seguiva tantissime persone, ritornava a casa sempre in piena notte. Quando rientrava alle 23 “attaccavo” un chiodo al muro. La realtà è che rincasava molto più tardi, anche all’una e trenta o alle 2. Faceva orari impressionanti, disumani“.

Maddalena Carta il giorno della tesi di laurea
Maddalena Carta il giorno della tesi di laurea (fonte: Leggo)

Lunedì scorso la donna aveva chiamato il fratello Gianmaria dal suo studio, chiedendogli di andarla a prendere. Il malessere era passato dopo un’iniezione di un antiemetico. Da qui la decisione di andare a lavoro il giorno successivo. Davanti a un nuovo malessere, il fratello le aveva suggerito di non andare in ambulatorio. Maddalena ha risposto di non poter abbandonare i pazienti. Poi, in serata la situazione era peggiorata. Prima un arresto cardiaco al Pronto soccorso di Nuoro. Poi, il decesso al Brotzu di Cagliari, giovedì scorso, dov’era stata trasportata in elisoccorso.

La tragedia ha scatenato immediate polemiche riguardo le condizioni lavorative dei medici di medicina generale. Fausto Durante, segretario della Cgil Sardegna, ha denunciato pubblicamente la situazione, affermando che “non è accettabile che i medici di medicina generale siano sottoposti a orari di lavoro e condizioni lavorative incompatibili con le norme contrattuali, la legge, la vita stessa”.

La Cgil ha sottolineato come la morte di una giovane professionista, stroncata da una giornata lavorativa evidentemente troppo lunga e stressante, debba fungere da monito. L’obiettivo primario deve essere quello di riportare i carichi e gli orari di lavoro dei medici a criteri di sostenibilità dal punto di vista fisico e umano.

Quello di Maddalena Carta è un campanello d’allarme per l’intero sistema sanitario. La sua storia ci ricorda l’importanza di proteggere non solo i pazienti, ma anche coloro che  si impegnano ogni giorno per la nostra salute, garantendo loro condizioni di lavoro dignitose e sostenibili.

 

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