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Home » Lifestyle » La birra non piace più ai tedeschi? Dentro la crisi che sta riscrivendo la storia

La birra non piace più ai tedeschi? Dentro la crisi che sta riscrivendo la storia

La birra in Germania è in crisi: consumi ai minimi, costi in aumento e giovani verso le bevande analcoliche. Una tradizione a rischio.
Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino19 Agosto 2025
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varie bottiglie di birra
varie bottiglie di birra (fonte: Unsplash)

In Germania, la patria della birra e dell’Oktoberfest, una nazione che alla spumeggiante bevanda ha dedicato addirittura una legge, sta affrontando una crisi senza precedenti nel settore birrario. Nei primi sei mesi del 2025, le vendite di birra sono crollate del 6,3%, scendendo a 3,9 miliardi di litri, il livello più basso dal 1993, secondo l’Ufficio Federale di Statistica tedesco. Negli ultimi trent’anni, il consumo pro capite è passato da 133 litri nel 1994 a circa 88 litri nel 2024, segnando un calo del 35%. Questa tendenza minaccia i circa 1.500 birrifici attivi, con 52 chiusure tra il 2023 e il 2024.

Da cosa dipende questo down, simile peraltro a quello del whisky negli USA?. Le cause sono molteplici. L’aumento dei costi di produzione, tra energia, materie prime e manodopera, cresce del 6% annuo, come riportato da Roland Berger, ma i birrifici, specialmente i piccoli, faticano a trasferire questi rincari sui prezzi, riducendo i margini di profitto. L’inflazione e la perdita di potere d’acquisto spingono i consumatori a ridurre le spese, con meno pasti fuori casa e un calo del consumo di alcolici nei ristoranti. Inoltre, le esportazioni, che rappresentano il 17,6% delle vendite, sono diminuite del 6% nel 2024, anche a causa di possibili dazi internazionali.

persone brindano con birra
persone brindano con birra (fonte: Pexels)

E poi c’è il fattore Z. Già, la Generazione Z, più attenta alla salute, preferisce bevande analcoliche o cocktail, relegando la birra tradizionale a un consumo occasionale. Le birre analcoliche, però, stanno vivendo un boom: la loro produzione è quasi raddoppiata in dieci anni, passando da 295 milioni di litri nel 2014 a 579 milioni nel 2024, rappresentando il 10% del mercato. Anche l’Oktoberfest ha introdotto opzioni analcoliche, segno di un’evoluzione nelle abitudini.

I birrifici storici, come Lang-Bräu, chiuso dopo 172 anni, sono i più colpiti, mentre i grandi marchi come Veltins resistono meglio grazie a investimenti in innovazione. Tuttavia, Holger Eichele, presidente dell’Associazione dei birrai tedeschi, avverte che senza interventi, come sgravi fiscali, molti produttori rischiano di scomparire. La crisi non è solo economica, ma tocca l’identità tedesca, radicata in tradizioni come i Biergarten e la Reinheitsgebot del 1516. La birra tedesca, pur restando leader in Europa con il 22% della produzione UE, deve reinventarsi per sopravvivere.

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