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Home » Ambiente » Perché festeggiamo il 20 maggio la Giornata mondiale delle api?

Perché festeggiamo il 20 maggio la Giornata mondiale delle api?

Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, un'iniziativa voluta per tutelare un insetto preziosissimo per l'uomo. Ecco perché.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino20 Maggio 2024
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Un'ape su un fiore
Un'ape su un fiore (fonte: Unsplash)

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha scelto di festeggiare la Giornata Mondiale delle api il 20 maggio perché in questo giorno, nel 1734, nacque Anton Janša, pioniere sloveno delle tecniche di apicoltura moderna. Dunque, questa giornata vuol essere un promemoria affinché si comprenda a livello internazionale il ruolo cruciale che questi insetti hanno all’interno del nostro ecosistema.

Mettendo in guardia, inoltre, dai pericoli e dalle minacce che le api, e altri impollinatori come farfalle, pipistrelli e colibrì, affrontano quotidianamente.

Queste creature, infatti, sono essenziali con la loro azione, per la riproduzione di piante e colture alimentari. Le api sono costantemente messe a rischio e private del cibo. Oggi la moderna agricoltura, infatti, si concentra sulle monoculture, impiega costantemente fitofarmaci e pesticidi sintetici, modificando di fatto l’ambiente e rendendolo inospitale alle api.

Perché le api sono importanti per l’uomo?

Un'ape su un fiore giallo
Un’ape su un fiore giallo (fonte: Unsplash)

Perché senza di esse molte specie di piante si estinguerebbero. Le api domestiche e selvatiche, infatti, sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta. Esse, cioè, garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.

Negli ultimi 50 anni la produzione agricola ha avuto un incremento di circa il 30% grazie al contributo diretto degli insetti impollinatori. Il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale beneficiano dell’impollinazione animale.

Le api, inoltre, forniscono prodotti preziosi per il sostentamento umano: miele, polline, pappa reale, cera, propoli, veleno (usato in ambito estetico).

In Europa, quasi metà delle specie di insetti è in grave declino e un terzo è in pericolo di estinzione. Le ripercussioni per l’uomo potrebbero essere gravissime se non si cambierà in favore di una riprogettazione agricola che tuteli gli insetti impollinatori. Per esempio, situando ai margini dei campi, filari, siepi e prati, per favorire l’arrivo di api e di impollinatori. Privilegiare colture con trifoglio o altre leguminose. Azzerare l’uso di insetticidi e fungicidi.

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