Durante l’episodio del 26 gennaio di ‘La Pennicanza’ su Rai Radio2, Fiorello ha acceso i riflettori su una tragedia che rischia di essere dimenticata troppo in fretta. Il conduttore siciliano ha espresso tutta la sua amarezza per come viene raccontato il disastro provocato dal ciclone Harry nella sua Sicilia (ma anche in Calabria e Sardegna).
Con un tono deciso, lo showman ha accusato l’informazione nazionale di aver relegato l’emergenza ai margini delle notizie. La sua denuncia è chiara: quello che sta accadendo in Sicilia è un dramma di proporzioni enormi, eppure i telegiornali ne hanno parlato pochissimo, trattandolo quasi come una notizia di serie B.
Il maltempo ha causato danni per oltre 1,5 miliardi di euro solo in Sicilia, con infrastrutture completamente distrutte, porti danneggiati e interi tratti di costa spazzati via. Oltre 741 milioni riguardano le sole infrastrutture, mentre migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case.

Ma l’allarme di Fiorello non riguarda solo il presente. Il conduttore ha messo in guardia su cosa significherà tutto questo per il futuro dell’isola: la Sicilia vive principalmente di turismo, e con stabilimenti balneari, alberghi e servizi completamente devastati, l’intera stagione estiva rischia di saltare. Non si tratta solo di riparare gli edifici, ma di salvare l’economia di intere comunità.
È una tragedia sottostimata. I media ne hanno parlato pochissimo e la situazione è davvero drammatica. La prossima stagione è a rischio: lì si vive di turismo! Attività, servizi comuni, tutto distrutto. Bisogna fare presto.
Lo showman ha citato la visita del senatore La Russa nelle zone colpite, ma ha aggiunto che servono ben altri interventi dalla politica, non semplici apparizioni di circostanza. Quello che serve è una presenza concreta e continuativa, con risposte rapide e aiuti sostanziosi. Il governo ha stanziato 100 milioni di euro complessivi per Calabria, Sicilia e Sardegna, ma secondo molti osservatori questa cifra è largamente insufficiente rispetto ai danni reali:
Ho visto il senatore La Russa fare una visitina… sarebbe opportuno che altri politici andassero, lì così come in tutte le zone colpite.
Il rischio più grande, secondo Fiorello, è che la notizia finisca per essere seppellita da altre, come succede sempre. Ogni giorno i telegiornali spostano l’attenzione su nuovi fatti, e quello che ieri sembrava urgente oggi diventa già un ricordo sbiadito. Per questo ha lanciato un appello a non dimenticare: la Sicilia ha bisogno di aiuto adesso, non quando sarà troppo tardi.
Io ogni giorno lo ripeto: non dimentichiamocelo! Perché nei Tg la notizia poi va sempre più avanti, sempre più avanti… e poi sparisce. Attenzione anche alle raccolte fondi: intanto lo Stato deve occuparsene prima, poi penseremo a quello!
Sul tema delle raccolte fondi, il conduttore ha voluto essere estremamente chiaro: prima di tutto deve intervenire lo Stato. La solidarietà privata è importante, ma non può sostituire la responsabilità delle istituzioni quando si tratta di emergenze di questa portata. Il governo non può delegare ai cittadini il compito di ricostruire ciò che il maltempo ha distrutto.
Nonostante la devastazione, il sistema di allerta della Protezione Civile ha evitato vittime, grazie alle evacuazioni preventive e alla chiusura di scuole e uffici. Però adesso inizia la fase più difficile: rimettere in piedi un territorio devastato, prima che il tempo faccia dimenticare a tutti questa tragedia.



