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Home » Attualità » “Ritornato in vita” per amore della compagna, la storia del politologo Vittorio Emanuele Parsi è incredibile

“Ritornato in vita” per amore della compagna, la storia del politologo Vittorio Emanuele Parsi è incredibile

Parsi ha raccontato i momenti in cui è stato vicino alla morte. A dargli la spinta per vivere, l'amore per Tiziana Panella di La7.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino1 Dicembre 2024
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Tiziana Panella e Vittorio Emanuele Parsi
Tiziana Panella e Vittorio Emanuele Parsi con Paolo Cirino Pomicino (fonte: Il Riformista)

Vittorio Emanuele Parsi, compagno della giornalista Tiziana Panella di La7, è un politologo, docente universitario di Relazioni Internazionali alla Cattolica di Milano. Nonché editorialista su molti quotidiani italiani e ufficiale della riserva selezionata della Marina Militare con il grado di Capitano di Fregata. Nel dicembre del 2023 ha un gravissimo malore che si rivela una dissecazione dell’aorta, lo stesso problema che colpì il presentatore Alberto Castagna. Ricoverato d’urgenza all’ospedale di Ca’ Foncello di Treviso, viene sottoposto a lungo intervento seguito da giorni di coma. Nel gennaio del 2024 dichiara di essere fuori pericolo con un post su X, ma al momento è ancora in convalescenza. In una lunga intervista al Corriere della Sera ha raccontato di aver vissuto una cosiddetta Near Death Experience, ovvero un’esperienza di pre-morte. Da cui “è tornato” grazie al pensiero di voler rivedere la donna che ama.

Nell’intervista ha raccontato:

“Ricordo più di ogni altra cosa il mio desiderio intensissimo di poter rivedere Tiziana, di non rinunciare a una felicità da poco scoperta, di non interrompere una cosa bellissima appena iniziata. Ho ancora la sensazione che sia stato quel desiderio a svegliarmi dal coma, che pure è durato una settimana. Altrimenti mi sarei lasciato volentieri andare“.

vittorio emanuele parsi
Un primo piano di Vittorio Emanuele Parsi (fonte: Virgilio Notizie)

Nella chiacchierata con Antonio Polito, Parsi ha raccontato quelle che furono le sue sensazioni durante l’operazione. E come gli appariva l’aldilà.

“Provavo una tale spossatezza che ho pensato: tanto vale finirla qui. Mi sembrava che la cosa più importante fosse superare, senza soffrire troppo, il trauma del momento del trapasso. Ma poi ho avuto una scossa. Devo rivederla, mi sono detto. E ho cominciato a risalire dalla foiba, arrampicandomi lungo una parete rocciosa. Non ho visto luci intense, sopra la mia testa c’era la luce naturale di un cielo primaverile, in superficie vedevo una casa, e intorno a me le radici degli alberi che la circondavano.

Ho visto il mondo dal basso, da sottoterra, mi pareva di stare nell’Ade, gli Inferi di Omero. Vedevo lo Stige, un fiume nero dal quale mi guardavano migliaia di puntini di luce: gli occhi dei morti, penso”. La sensazione era quella della “fatica della salita, e mi preoccupava l’incertezza dell’esito: sapevo che avrei potuto non farcela. Ricordo di aver chiesto aiuto ai miei genitori, da tempo scomparsi: datemi una mano, devo tornare da lei. E alla fine, proprio con in un happy end hollywoodiano, mi sono risvegliato e la prima cosa che ho visto è stata il suo viso“.

Parsi e Panella si sono conosciuti nei giorni dello scoppio della guerra in Ucraina. Spesso ospite nel programma pomeridiano di La7, Tagadà, Parsi ha iniziato un timido corteggiamento. Sfociato in un amore ormai consolidato. Racconta Panella:

“La notte controllo che respiri bene. Lui mi ha regalato la capacità di essere felice. Sto vivendo un amore in pace, senza nessun tormento“.

Il tema, da sempre molto affascinante, dell’avvicinamento alla morte è stato affrontato anche in un best seller recente, La morte non esiste di Stéphane Allix (sempre intervistato da Polito). Secondo l’autore, la coscienza ha una dimensione spirituale e continua a funzionare anche dopo la morte.

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