Non sono pochi gli artisti ad aver reagito in maniera singolare al momento dell’assegnazione di un premio: ricordiamo ad esempio Marlon Brando, che rifiutò l’Oscar del 1973 in segno di protesta verso il trattamento riservato ai nativi americani e mandò alla cerimonia la giovane Sacheen Littlefeather per spiegare il suo gesto all’Academy. Un’altra premiazione piuttosto controversa, di cui ci occuperemo in questo articolo, è quella di Bob Dylan, che nel 2016 fu il primo musicista a ricevere un Premio Nobel per la Letteratura: dopo una reazione a dir poco tiepida e diversi mesi di attesa, il cantautore accettò il riconoscimento in una cerimonia strettamente privata.
Il 13 Ottobre 2016 la commissione per il Premio Nobel annunciò che avrebbe assegnato a Bob Dylan il Premio Nobel per la Letteratura “per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione canora americana”. All’annuncio seguirono reazioni contrastanti da parte di artisti e letterati, nonché colleghi di Dylan, molti dei quali non condividevano la scelta: il romanziere scozzese Irvine Welsh, pur essendo fan di Dylan, la definì “malcelata nostalgia scaturita dalle prostate rancide di un branco di hippie rimbambiti e deliranti”, mentre l’illustre cantautore Leonard Cohen, pur congratulandosi col collega, dichiarò “È un po’ come dare una medaglia al monte Everest per il merito di essere la montagna più alta di tutte”; altri ancora, come Will Self, sperarono che Dylan rifiutasse il premio come aveva provato a fare Jean-Paul Sartre nel 1964.
La reazione più attesa di tutte, ossia quella di Dylan, si fece però attendere. Dopo due settimane di silenzio stampa, egli dichiarò alla giornalista Edna Gundersen che si trattava di una notizia “fantastica, incredibile”. A novembre dello stesso anno la Commissione fece sapere che Dylan, pur onorato del riconoscimento, non avrebbe preso parte alla cerimonia di premiazione a causa di non meglio identificati impegni preesistenti. Al banchetto annuale del Nobel, tenutosi a Stoccolma il 10 dicembre, l’ambasciatrice americana in Svezia Azita Raji lesse il discorso di ringraziamento del Menestrello, mentre Patti Smith si esibì nella canzone A Hard Rain’s A-Gonna Fall accompagnata dall’orchestra.
Il 2 aprile dell’anno successivo, la segretaria dell’Academy Sara Danius riferì alla stampa che Bob Dylan aveva incontrato la commissione in una cerimonia privata a Stoccolma, nel corso della quale aveva ricevuto la medaglia e il diploma davanti a 12 membri dell’Academy. Al fine di ricevere anche il premio in denaro equivalente a 900mila dollari, Dylan avrebbe dovuto anche pronunciare un discorso – o inviarne una registrazione alla commissione – entro il 10 giugno: furono in molti, a quel punto, a scommettere che si sarebbe sottratto almeno a quell’incombenza.
Invece, appena 5 giorni prima della scadenza, il cantautore inviò la registrazione (effettuata a Los Angeles) del suo discorso, in cui citava le tre opere letterarie che hanno avuto un maggior impatto sulla sua vita personale e artistica: Moby Dick di Herman Melville, Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque e l’Odissea di Omero. Questa la sua conclusione:
“Le nostre canzoni sono vive nel mondo dei vivi, ma le canzoni sono diverse dalla letteratura. Sono fatte per essere cantate, non lette. Le parole delle opere di Shakespeare erano fatte per essere recitate sul palco, proprio come i testi delle canzoni sono fatti per essere cantati, non letti su una pagina. E spero che alcuni di voi abbiano la possibilità di ascoltarli nel modo in cui dovrebbero essere ascoltati: in concerto o su disco, o in qualunque modo la gente ascolta le canzoni in questi giorni. Torno nuovamente a Omero, che disse “Cantami, o Musa, e tramite me racconta la tua storia.“