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Home » Cultura » Chi era Tom Robbins, lo scrittore della controcultura che ispirò Gus Van Saant

Chi era Tom Robbins, lo scrittore della controcultura che ispirò Gus Van Saant

Addio a uno degli autori simbolo della controcultura americana, Tom Robbins fu portato al cinema da Gus Van Saant.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino10 Febbraio 2025
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Tom Robbins
Tom Robbins (fonte: HistoryLink)

Tom Robbins, autore di culto della letteratura americana, è morto all’età di 92 anni. Conosciuto per il suo stile irriverente e surreale, ha saputo raccontare la controcultura con ironia e profondità. Le sue storie, piene di personaggi stravaganti e situazioni al limite del fantastico, hanno influenzato generazioni di lettori. Robbins è stato celebrato come “lo scrittore più pericoloso del mondo” e inserito tra i 100 migliori autori del XX secolo dalla rivista Writer’s Digest.

Uma Thurman in Cowgirl il nuovo sesso
Uma Thurman in Cowgirl – Il nuovo sesso (fonte: Penta)

Nato il 22 luglio 1932 a Blowing Rock, nella Carolina del Nord, Robbins ha manifestato il desiderio di diventare scrittore già a cinque anni. Cresciuto in una famiglia profondamente religiosa, ha studiato giornalismo alla Washington and Lee University, dove ha collaborato con Tom Wolfe. Dopo una breve esperienza nell’Aeronautica, ha lavorato come giornalista, prima in Virginia e poi a Seattle, dove si è avvicinato alla scena artistica e alternativa della West Coast.

Il momento di svolta nella sua vita avvenne nel 1963, quando assunse LSD per la prima volta. L’esperienza lo spinse a lasciare il lavoro al Seattle Times e a dedicarsi alla scrittura. Nel 1971 pubblicò “Another Roadside Attraction”, storia rocambolesca sul furto del corpo mummificato di Gesù, che lo rese un autore di culto. Il successo fu consolidato nel 1976 con “Il nuovo sesso: Cowgirl”, romanzo che racconta le avventure della hitchhiker Sissy Hankshaw, dotata di pollici giganteschi. Il libro fu definito “magico” da Thomas Pynchon e ispirò Gus Van Sant, che nel 1993 ne realizzò un adattamento cinematografico con Uma Thurman e Keanu Reeves.

I romanzi di Robbins mescolano elementi fantastici e filosofici, con protagonisti fuori dal comune. Da Switters, l’agente della CIA innamorato di una suora, a una lattina di fagioli parlante. Il suo stile è ricco di metafore bizzarre e giochi linguistici, tanto da definirsi più un alchimista delle parole che un semplice narratore. Celebri sono le sue descrizioni visionarie, come quella di un uomo che cade “come un sacco di meteoriti indirizzato per posta speciale alla gravità”.

Sebbene la critica letteraria non lo abbia mai pienamente riconosciuto, Robbins ha costruito un seguito fedele, soprattutto tra i giovani e il pubblico femminile, grazie alle sue protagoniste forti e indipendenti. Ha ricevuto premi come il Literary Lifetime Achievement Award dalla Library of Virginia e il riconoscimento alla carriera al festival Bumbershoot di Seattle.

Robbins scriveva a mano su bloc notes e non pianificava mai le sue trame in anticipo. La sua filosofia letteraria era chiara: “La lingua non è la glassa sulla torta, è la torta stessa“. Credeva che la magia fosse una connessione insolita tra eventi e oggetti, rendendo il mondo un luogo più affascinante.

Era noto anche per le sue eccentricità, come l’abitudine di far leggere i suoi manoscritti solo dopo un bagno termale e un massaggio. Amava dire che scrivere era un modo per vivere una vita incantata, un ponte tra realtà e immaginazione.

Robbins si è spento circondato dalla sua famiglia e dai suoi animali domestici. Sua moglie Alexa ha dichiarato che il miglior modo per ricordarlo è leggere i suoi libri.

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