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Home » Cultura » Di cosa parla Cuore il romanzo cult di Edmondo De Amicis?

Di cosa parla Cuore il romanzo cult di Edmondo De Amicis?

Cuore di Edmondo De Amicis è un romanzo dedicato all'infanzia intriso di valori risorgimentali. Ecco di cosa parla.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti15 Ottobre 2024
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Cuore lo sceneggiato Rai
Il cast di Cuore lo sceneggiato Rai (fonte: Rai)

Scritto nel 1886 da Edmondo De Amici, Cuore è sempre stato identificato come un romanzo dall’evidente natura educativa per i ragazzi. Strutturato come un diario scolastico di terza elementare, infatti, parte dalle vicenda di un gruppo di alcuni compagni di scuola per andare, poi, a toccare dei temi universali come l’amicizia, il coraggio, il rispetto per gli altri, il senso del dovere e l’amore per la patria.

Un'immagine tratta dalla serie tv Cuore della Rai
Un’immagine tratta dalla serie tv Cuore della Rai – Fonte: Rai

Tutti aspetti che caratterizzano un Italia diventa unita da pochissimi anni e che hanno il compito di andare a formare proprio le fondamenta di una riconoscibilità nazionale faticosamente cercata. La vicenda è ambientata a Torino durante l’anno scolastico 1881-82 . Non è un caso, dunque, che il romanzo sia diviso proprio in nove capitoli, tanti quanti i mesi dedicati alla scuola. Voce narrante, poi, è quella del giovane Enrico Bottini, un ragazzo proveniente da una famiglia borghese che, attraverso i suoi occhi, cerca di dare un’interpretazione personale al mondo che lo circonda e alla nuova realtà che si sta formando.

Insieme trovano spazio anche tutti i ragazzi che compongono la sua classe e che vanno a definire diverse classi sociali, mostrando anche la disparità economica e culturale di un paese che non faceva molti sconti a chi nasceva con minor fortuna come la famiglia di Antonio Rabucco. A questo, poi, si aggiungono i racconti mensili del maestro Giulio Perboni alla sua classe e gli interventi della famiglia di Enrico che, di tanto intanto, vanno a “correggere” o ad ampliare la direzione del suo diario.

Altro personaggio diventato indimenticabile, poi, è la Maestrina dalla Penna Rossa, chiamata in questo modo per la piuma che porta sul cappello. In pochi, però, sanno che probabilmente questa figura è ispirato ad una persona veramente esistita. Si tratterebbe della  maestra elementare Eugenia Barruero, vissuta presso Largo Montebello, 38, dove oggi c’è una piccola targa che la ricorda.

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