I primi anni di vita in una comunità infantile non servono solo a imparare a giocare o a socializzare. Secondo una ricerca d’eccellenza dell’Università di Trento, pubblicata sulla rivista Nature, l’asilo nido agisce come un vero e proprio “laboratorio biologico” che modella il microbioma intestinale dei più piccoli. Per la prima volta, gli scienziati hanno mappato come i batteri “buoni” saltino da un bambino all’altro, creando una rete invisibile che rafforza la loro salute.
Fino ad oggi si pensava che l’impronta batterica di un neonato dipendesse quasi esclusivamente dalla madre o dai parenti stretti. Seguendo per un anno oltre 130 persone, tra allievi del nido, educatori e persino animali domestici, i ricercatori hanno scoperto che la vicinanza fisica tra compagni di classe è un fattore potentissimo. Dopo pochi mesi di frequenza, circa il 20% dei batteri presenti nell’intestino di ogni bambino è identico a quello dei suoi amici di banco.
Gli scienziati hanno tracciato percorsi incredibili: un batterio utile come l’Akkermansia muciniphila può partire da una mamma, passare al proprio figlio, trasferirsi a un compagno di nido e finire persino nell’intestino dei genitori di quest’ultimo. È una vera e propria mappa della solidarietà biologica che aumenta la biodiversità interna, fondamentale per istruire correttamente il sistema immunitario.

Un dato sorprendente riguarda l’uso dei farmaci. Sappiamo che gli antibiotici, pur essendo necessari per curare le infezioni, sono come un incendio per la flora intestinale perché eliminano indiscriminatamente batteri buoni e cattivi. Lo studio ha però dimostrato che i bambini che frequentano il nido recuperano molto più in fretta dopo una cura. L’intestino “svuotato” dal farmaco diventa più accogliente per i nuovi ceppi microbici provenienti dai compagni sani. In pratica, il gruppo agisce come una riserva di sicurezza, prestando i propri batteri a chi ne ha appena persi, accelerando il ritorno a un equilibrio naturale.
Queste scoperte aprono scenari affascinanti per la medicina del futuro. Capire come ci scambiamo i microrganismi naturalmente potrebbe aiutarci a creare terapie batteriche più efficaci, non solo per i bambini ma anche per i pazienti adulti con difese immunitarie fragili. L’asilo nido si conferma quindi non solo un luogo di crescita educativa, ma un pilastro per costruire la resistenza biologica che ci accompagnerà per tutta la vita



