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Home » Lifestyle » Cibo » Perché la pastiera napoletana deve avere sette strisce?

Perché la pastiera napoletana deve avere sette strisce?

Le sette strisce sulla pastiera napoletana rappresentano un connubio di mito, simbolismo e praticità culinaria.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino20 Aprile 2025
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Pastiera
Pastiera (fonte: Cookist)

La pastiera napoletana, dolce simbolo della tradizione partenopea, consumato soprattutto a Pasqua, è caratterizzata da una decorazione distintiva: sette strisce di pasta frolla intrecciate a formare una grata. Realizzata con grano cotto, ricotta, uova, zucchero e aromi come fiori d’arancio e cannella, la pastiera sembra legata a doppio filo a questo numero simbolico. Legato a diverse leggende.

Una delle più affascinanti riguarda la sirena Partenope, mitica fondatrice di Napoli. Si narra che, per ringraziarla del suo canto melodioso, gli abitanti offrirono sette doni: farina, grano cotto nel latte, ricotta, uova, fiori d’arancio, canditi e zucchero. Partenope mescolò questi ingredienti, creando così la pastiera. Le sette strisce di frolla rappresenterebbero quindi questi regali.​

Pastiera napoletana ricetta originale
Una Pastiera napoletana (fonte: Pixabay)

Un’altra interpretazione collega le sette strisce alla planimetria dell’antica Neapolis, l’attuale centro storico di Napoli. Secondo questa teoria, le strisce simboleggerebbero i tre Decumani e i quattro Cardini che strutturano la città. Tuttavia, questa ipotesi è stata più volte contestata per la mancanza di riscontri storici.​

Una terza leggenda racconta delle mogli dei pescatori di Mergellina che, per propiziarsi il mare e garantire il ritorno sicuro dei mariti, offrirono sette ceste contenenti ricotta, frutta candita, grano, farina, burro, uova e fiori d’arancio. Il mare mescolò questi ingredienti, creando la pastiera. Le sette strisce rappresenterebbero quindi le sette ceste offerte.

Dal punto di vista pratico, alcuni ritengono che le sette strisce siano funzionali alla cottura. Disposte a formare rombi, impediscono al ripieno di fuoriuscire durante la cottura. Tuttavia, non esiste una documentazione storica che fissi il numero di strisce, e la disposizione può variare in base al diametro dello stampo utilizzato.

Ma quando nacque  la pastiera? Pare che le origini siano pagane e legate alle offerte votive del periodo primaverile. La prima ricetta vera e propria risale al 1693, ad opera di Antonio Latini, chef che lavorava presso il primo ministro del viceré Francisco de Benavides. Sia questa che la ricetta successiva del 1837 di Ippolito Cavalcanti prevedeva tra gli ingredienti dei formaggi come Parmigiano e provola. L’evoluzione dolce si ebbe grazie all’opera delle monache che avevano ideato un ripieno con ricotta e canditi simile a quello della sfogliatella.

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