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Home » Spettacolo » L’angelo azzurro, il film che lanciò Marlene Dietrich è sempre un capolavoro

L’angelo azzurro, il film che lanciò Marlene Dietrich è sempre un capolavoro

Il film "L'angelo azzurro" di Josef von Sternberg, che consacrò la carriera di Marlene Dietrich, compie oggi 95 anni.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene1 Aprile 2025Aggiornato:1 Aprile 2025
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Una scena di L'angelo azzurro (
Una scena di L'angelo azzurro (fonte: Cineteca di Bologna)

Usciva nelle sale di Berlino esattamente 95 anni fa, il 1 aprile 1930, L’angelo azzurro, capolavoro di Josef von Sternberg che contribuì fortemente a lanciare a livello mondiale la carriera artistica di Marlene Dietrich e la sua immagine di diva e femme fatale, rendendola una delle più grandi icone della prima metà del XX secolo.

Protagonista del film è il professor Immanuel Rath (interpretato da Emil Jannings), che insegna nel ginnasio di una piccola cittadina tedesca; i suoi studenti lo prendono spesso in giro apostrofandolo con il nomignolo di Professor Unrat (professor Sporcizia), ma lui segue determinato la sua vocazione all’insegnamento. Un giorno egli scopre che i ragazzi si passano tra loro una cartolina della splendida Lola Lola, artista di punta del locale di cabaret L’angelo azzurro: incuriosito ma soprattutto intenzionato a cogliere sul fatto i giovani studenti, Rath si reca al locale la sera stessa, e nel tentativo di inseguirli si imbatte proprio in Lola dietro le quinte, e nel corso di quel breve incontro è colpito non solo dalla bellezza della donna ma anche dal suo fascino di artista.

Il giorno seguente gli alunni di Rath nascondono una sottoveste di Lola nel suo cappotto, e lui si ritrova a tornare nel locale per restituirgliela: in quest’occasione la difende da un avventore piuttosto aggressivo, attirando l’attenzione di lei che gli dedica la sua esibizione; i due trascorrono la notte insieme. Il giorno seguente egli arriva in ritardo a scuola e viene duramente ammonito dal direttore, ma a Rath non importa: egli rassegna le dimissioni da insegnante e sposa Lola, decidendo di seguirla in tournée. La sua felicità ha però vita breve, e dopo l’entusiasmo iniziale egli si ritrova a rimpiangere la sua vita di prima e il suo lavoro di insegnante.

Le ristrettezze economiche in cui vive costringono Rath a dipendere sempre più da Lola, e finisce col diventare un pagliaccio per la sua compagnia in modo da riuscire a mantenersi. A causa della gelosia e della frustrazione che prova, anche per il lavoro di Lola che gli provoca non poche insicurezze, egli perde il rispetto della moglie e dell’intera troupe. Cinque anni dopo il matrimonio, la compagnia torna all’Angelo Azzurro e Rath è costretto a esibirsi come clown davanti ai suoi concittadini; durante il numero sorprende Lola intenta a baciare l’artista Mazeppa e, accecato dall’ira, tenta di strangolarla. Inizialmente trattenuto e bloccato in una camicia di forza, Rath viene poi rilasciato e fugge nella sua vecchia scuola, dove si lascia morire aggrappato alla cattedra da cui insegnava.

Il film è uno splendido omaggio di Sternberg all’espressionismo tedesco, ed è anche il primo film sonoro girato in Germania, ma ne fu realizzata anche una versione in inglese con gli stessi attori. Nel cast spicca la presenza dell’eccellente Emil Jannings nei panni del protagonista, ai tempi già molto affermato; al momento delle riprese Marlene Dietrich era invece semi-sconosciuta, pur avendo già una carriera alle spalle. Il successo incredibile de L’angelo azzurro a livello mondiale la lanciò come attrice e come diva, oltre a consolidare l’intesa tra lei e il regista tedesco che la diresse in altri 6 film: tra questi ricordiamo Marocco, che valse alla Dietrich una candidatura all’Oscar come miglior attrice.

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