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Home » Spettacolo » L’ultima volta che siamo stati bambini, come finisce il film

L’ultima volta che siamo stati bambini, come finisce il film

Ecco come finisce il film L'ultima volta che siamo stati bambini, diretto da Claudio Bisio e ispirato al romanzo di Fabio Bartolomei.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti13 Ottobre 2023Aggiornato:13 Ottobre 2023
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I tre protagonisti di L'ultima volta che siamo stati bambini.

Il film L’ultima volta che siamo stati bambini finisce con la morte di Italo. Insieme a Cosimo e Vanda, infatti, si addormenta all’aperto febbricitante e malato. All’indomani, quando i due ragazzi fanno per svegliarlo, non ci riescono. All’inizio non si preoccupano. Da quando ha la febbre, infatti, faticano sempre a farlo alzare la mattina. A far capire loro che il giovane amico è morto ed è diventato un angelo, però, è suor Agnese che, proprio insieme al fratello di Italo, ha cercato di raggiungere  i ragazzi nella loro fuga alla ricerca di Riccardo.

Interpretati da Alessio Di Domenicantonio, Vincenzo Sebastiani, Carlotta De Leonardis, i tre giovani protagonisti sono al centro del libro L’ultima volta che siamo stati bambini di Fabio Bartolomei e del film omonimo diretto da Claudio Bisio. La vicenda muove i primi passi a Roma,  durante i primi giorni dell’ottobre del 1943. Tra le strade della città quattro ragazzini giocano alla guerra come se quello che sta accadendo introno a loro non avesse importanza.

Italo è il figlio di un convinto fascista, il padre di Cosimo è al confino perché dissidente, Vanda è un’orfana e Riccardo proviene da una famiglia di ebrei. Le differenze culturali che li rendono potenzialmente diversi, però, non riescono ad allontanarli più di tanto. Durante l’infanzia, infatti, l’affetto e il legame conta più di qualsiasi altra convinzione.

Per questo motivo quando Riccardo scompare, dopo il rastrellamento al ghetto di Roma il 16 ottobre, i tre amici decidono di andarlo a cercare perché è assurdo ed impossibile che i tedeschi se la possano prendere con un bambino. Almeno è quello che credono, sostenuti dall’ingenuità dell’età e da una visione pura dei rapporti umani. D’altronde tra di loro c’è un patto di sputo che non può essere assolutamente violato e che li unisce fino alla fine.

Ciò che non sanno, però, è quanto verranno cambiati dalla loro avventura lungo un’Italia sempre più divisa e dilaniata da tanti anni di conflitto. Camminando lungo le rotaie, passando tra i campi e le cittadine i tre ragazzi saranno a contatto con un’umanità piegata e poco incline alla comprensione. Scopriranno il significato della fame e del deperimento. E, più di tutto, si rederanno conto di come i tedeschi possano essere molte cose tranne che comprensivi. Un passo alla volta, dunque, come compreso dalla saggia Vanda, quest’impresa li ha cambiati. Non saranno mai più uguali a prima e, probabilmente, la loro innocenza è spezzata. L’unica possibilità, però, è trasformarsi nella miglior forma di adulti possibili.

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