Minacce, atti intimidatori e, per finire, una persecuzione travestito da fantasma, ecco la costante e maniacale attività di stalking che un uomo, a Gallipoli, ha messo in atto ai danni della sua ex moglie. Almeno fino a quando le sue “apparizioni” poco spettrali non sono state riprese da una telecamera. Come si vede nel video qui sotto, l’uomo nascosto sotto un lenzuolo bianco, tira dei sassi alle finestre dell’abitazione della ex.
A denunciarlo è la figlia della donna che inizia a parlare di questi fatti suoi social con un lungo post che, evidentemente, è riuscito a muovere una giustizia troppo lenta quando si tratta di violenza di genere.
“Mia madre è vittima di stalking, minacce ed è diffamata, calunniata, privata della propria libertà, a causa di una relazione finita e non condivisa. La giustizia è lenta, i riscontri sono pochi ma non perdo le speranze” Quest’uomo scaglia la sua ira su cose materiali, creando non pochi problemi. Per la giustizia, non ci sono prove che lo becchino in flagranza di reato ed io le prove le sto cercando in ogni angolo ma non bastano, perché il suo volto scoperto lo esibisce nelle passeggiate. Non sono solita esporre situazioni personali sui social, l’ho sempre evitato. Ultimamente devo ammettere, di essermi resa conto che i social, in alcune situazioni sono serviti a far sentire l’urlo disperato, di vicende che la giustizia fatica molto a risolvere. Ho sempre creduto nel mio paese, nella mia Italia ed anche nella giustizia ma ad oggi quando si parla di violenza sulle donne, l’Italia, la legge, la tutela e la sicurezza, vacillano.
Alla fine del post, la figlia della donna perseguitata, si rivolge direttamente all’ex compagno di sua madre, con toni risolutivi: “Solo coperto ed in incappucciato puoi scagliare la tua mente malata. Devi curarti insieme a chi ti sostiene. Io non mi fermo. Io non perdo la speranza. Intanto però la gente, i miei amici gallipolini sapranno. Copriti pure, bestia. Il mio volto lo sai”
Dopo queste parole ed una serie di denunce depositate nel corso dei mesi, è intervenuto il questore di Lecce per cercare di evitare un possibile epilogo drammatico. La questura, dunque, ha ammonito il quarantottenne imponendogli di “tenere immediatamente una condotta conforme alla legge e a cessare qualunque comportamento vessatorio persecutorio o condotta violenta, sia essa fisica, psicologica, verbale o economica nei confronti della vittima”.
In caso contrario scatterebbe l’arresto per flagranza di reato. L’uomo, infatti, è stato accusato di stalking, danneggiamenti, lesioni e minacce per aver seguito l’ex moglie in ogni luogo e aver tentato di spanderla più di una volta, anche con il travestimento da fantasma.



