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Home » Cultura » Chi era Santo Stefano e come morì il primo martire della Storia?

Chi era Santo Stefano e come morì il primo martire della Storia?

Santo Stefano, primo martire cristiano della Storia, si festeggia tradizionalmente il 26 dicembre, giorno dopo Natale.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino26 Dicembre 2025
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Santo Stefano
Santo Stefano immortalato da Carlo Crivelli (fonte: The London National Gallery)

Santo Stefano è stato il primo martire cristiano. Nato in una comunità cristiana primitiva, fu scelto come uno dei sette diaconi per sostenere gli Apostoli.  Stefano dedicò la sua vita alla predicazione e al servizio. La sua testimonianza culminò nel martirio, quando, durante la sua esecuzione, chiese a Dio di perdonare i suoi assassini. La sua figura, centrale nella tradizione cristiana, è venerata come modello di amore cristiano e dedizione a Cristo.

Stefano era probabilmente di origine greca o ebraica ellenistica. Venne scelto come uno dei sette diaconi della Chiesa primitiva per assistere nella distribuzione degli aiuti alle vedove e ai bisognosi. Questo incarico gli permise di estendere il ministero degli Apostoli, concentrandosi sul servizio pratico mentre loro si dedicavano alla predicazione e all’insegnamento.

Dotato di grande fede e sapienza, Stefano compì miracoli e predicò con fervore, attirandosi l’ammirazione di molti ma anche l’ostilità di alcuni membri della sinagoga dei Liberi. Questi ultimi lo accusarono falsamente di blasfemia contro Dio e Mosè.

La lapidazione di Santo Stefano
La lapidazione di Santo Stefano (fonte: Holy Blog)

Portato davanti al Sinedrio, Stefano si difese con un discorso straordinario, il più lungo registrato negli Atti degli Apostoli. Ripercorse la storia della salvezza, sottolineando la costante resistenza del popolo di Israele allo Spirito Santo e il rifiuto dei profeti. Denunciò l’ipocrisia dei religiosi, accusandoli di aver tradito e ucciso il “Giusto”, cioè Gesù Cristo.

Durante il suo discorso, Stefano ebbe una visione celeste. Vide il cielo aperto e Gesù Cristo alla destra di Dio. Questa visione fu interpretata come blasfema dai suoi accusatori, che reagirono con violenza.

Condotto fuori dalle mura di Gerusalemme, Stefano fu lapidato. Durante l’esecuzione, imitò Cristo nella sofferenza e nel perdono. Le sue ultime parole furono: “Signore Gesù, ricevi il mio spirito” e “Signore, non imputare loro questo peccato“. Tra i testimoni del martirio c’era anche Saulo, il futuro San Paolo, che inizialmente approvò l’esecuzione ma in seguito si convertì e divenne uno dei più grandi apostoli della fede cristiana.

Il luogo del martirio di Stefano è tradizionalmente identificato nei pressi della Porta di Damasco a Gerusalemme, dove oggi sorge una chiesa a lui dedicata. I suoi resti furono scoperti nel V secolo, aumentando la devozione nei suoi confronti. Rappresentato spesso con una palma e delle pietre, simboli del suo martirio, Stefano è ricordato per il suo perdono straordinario e la sua incrollabile fede in Cristo.

La sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre.

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