A partire dal mese prossimo, dovremo prepararci al ritorno dell’ora legale, cioè a svegliarci un’ora prima del solito. Sposteremo in avanti le lancette di tutti gli orologi avanti di un’ora per un motivo ben preciso. In questo articolo vi racconteremo tutto su questa controversa convenzione, e vi diremo perché nel 2025 entra in vigore con un po’ di anticipo, ovvero nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo, esattamente un giorno prima rispetto al 2024. Negli USA invece l’anticipo è ancora più marcato, almeno rispetto all’Italia e al resto del mondo, ma assolutamente in linea con la loro tradizione che fa partire l’ora legale la seconda domenica di marzo, mantenendola fino alla prima domenica di novembre. Nella fattispecie, nella notte tra l’8 e il 9 marzo. Nulla di clamoroso, dunque, come paventato da alcuni organi d’informazione, ma solo quello che è sempre avvenuto.
Si definisce ora legale (o Daylight Saving Time in ambito internazionale) una convenzione adottata nel nostro Paese nel 1965 e applicata a partire dal 1966 con l’obiettivo di risparmiare energia, sfruttando al massimo le giornate più lunghe e la maggior irradiazione solare tipiche dei mesi primaverili ed estivi: a questo scopo, in prossimità dell’arrivo della primavera, gli orologi di tutta Italia vengono portati avanti di un’ora.
Grazie a questa operazione apparentemente semplice le giornate iniziano di fatto un’ora prima, viene sfruttata un’ora in più di luce naturale e viene così ridotto il consumo di energia elettrica dovuto all’illuminazione di case, negozi e uffici. Solo a ridosso dell’autunno, con il riaccorciarsi delle giornate, si tornerà all’ora solare (o ora civile convenzionale), ossia quella del fuso orario associato al nostro meridiano di appartenenza.
Ma perché quest’anno l’ora legale arriva in anticipo? La risposta è semplice: non vi è mai una data precisa per questo passaggio, che di solito avviene semplicemente nell’ultimo fine settimana di marzo. Nel 2025 esso avverrà nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo, ossia esattamente un giorno prima rispetto al 2024; torneremo invece all’ora solare nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre.

L’adozione dell’ora legale ha senza dubbio raggiunto il suo principale obiettivo: secondo un rapporto di Terna (società operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica in Italia) pubblicato da Il Sole 24 Ore, dal 2004 al 2024 il risparmio di energia dovuto all’ora legale “è stato complessivamente di oltre 11,7 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,2 miliardi di euro“. Sempre secondo Terna, inoltre, nei soli 7 mesi di ora legale del 2024 “il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 340 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 130 mila famiglie. Il dato si traduce in un risparmio economico di oltre 75 milioni di euro”.
Non tutti però gradiscono l’arrivo dell’ora legale e la conseguente necessità di svegliarsi un’ora prima per diversi mesi; alcuni studi hanno anche registrato una correlazione tra l’imposizione dell’ora legale e l’insorgenza di veri propri disturbi legati allo squilibrio del ciclo sonno/veglia. Per questa ragione è stata più volte avanzata a livello europeo la proposta di abolire questa convenzione e mantenere l’ora solare per tutto l’anno, ma gli Stati membri non sono ancora riusciti a trovare un accordo in merito.



