Tra i grandi amori di Eleonora Giorgi c’è lo scrittore Andrea De Carlo, ultimo compagno dell’attrice a cui fu legato dal 1996 al 2007. A lei De Carli dedicò il romanzo Di noi tre, pubblicato nel ’97. Fu proprio Giorgi, come raccontato da De Carlo in una lunga intervista al Corriere della Sera, a suggerire il titolo del libro, scovato in uno scritto di Cesare Pavese. La protagonista della storia, Misia Striani, è stata ispirata proprio dall’attrice:
“Questo è uno dei rarissimi casi in cui c’è fonte certe di un personaggio: Misia Mistrani non è letteralmente Eleonora, ma molti suoi elementi nascono dai racconti di vita di Eleonora, dalle sue osservazioni, da quando era la ragazza bella, attraente, coraggiosa che si presta a fare l’attrice di un film amatoriale a quando diventa la moglie borghese di un uomo all’apparenza solidissimo e rassicurante, mantenendo una costante irrequietezza e l’attitudine a scandagliare il mondo e le persone“.
Il romanzo racconta trent’anni nella vita di Marco, Misia e Livio, amici, amanti, rivali, legati da un’unione indissolubile, messa alla prova più di una volta dalla vita.
Nell’intervista De Carlo racconta il primo incontro con Giorgi, durante la presentazione di un suo romanzo a Milano. Di lei rimarca “l’intelligenza non convenzionale, molto attiva, molto indagatrice“. E un’esperienza di vita segnata dalle difficili relazioni familiari. Dalla scoperta della doppia vita del padre, che trasformò Eleonora in una ribelle vera, dedita a una vita bohémienne (il pittore Mario Schifano girava in bici per casa sua). Fino al matrimonio naufragato con Angelo Rizzoli, che comunque la salvò alla dipendenza dall’eroina (come succede appunto alla protagonista di Di noi tre) e alla placida relazione con Massimo Ciavarro.
“Quando l’ho incontrata, dietro la facciata sorridente e spigliata, c’era già un vissuto drammatico, forte“.
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Il loro fu un amore non semplice, ma potente. Che De Carlo racconta con un’ultima, bellissima immagine:
“Una mattina, eravamo usciti a cavallo, in una giornata di vento. A un certo punto, vedo il suo cavallo in cima a una collina fare uno scarto e lei volare giù. L’ho vista rimbalzare via, con una capriola aerea, quasi circense, e sono corso verso di lei, pensando di trovarla con una gamba o una clavicola fratturata. Invece, mentre la raggiungevo, in un attimo, lei era in piedi e, un attimo, dopo era di nuovo in sella. In quella sua reazione repentina c’erano non solo l’atleticità da artista, ma tutta la sua prontezza di spirito, la capacità simbolica di rialzarsi e superare subito il danno“.
Oggi pomeriggio i funerali si terranno nella chiesa degli Artisti di piazza del Popolo. Come chiesto da Eleonora Giorgi, ci saranno due canzoni ad accompagnare la funzione: Wish You Were Here dei Pink Floyd. E A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum.



