La cosiddetta “maledizione della Minerva” è una credenza diffusa tra gli studenti dell’Università La Sapienza di Roma. Secondo la tradizione, chiunque osi avvicinarsi alla statua della dea Minerva prima di aver completato gli studi rischia di non riuscire a laurearsi. Questa superstizione affonda le radici nel simbolismo della divinità. Minerva, nella mitologia romana, è la dea della saggezza, della strategia e delle arti. La statua, situata nel cortile dell’Università, rappresenta l’elevato ideale del sapere e della conoscenza, ma secondo la leggenda, premia solo chi ha effettivamente raggiunto il traguardo accademico. In sostanza, sfidarla guardandola, sarebbe un gesto irrispettoso da parte di coloro che non hanno completato ancora il percorso di studi. E questo porta la dea a bocciare i malcapitati.
La statua di Minerva si trova presso la Città Universitaria della Sapienza, progettata dall’architetto Marcello Piacentini negli anni ’30 del Novecento. È una delle icone più riconoscibili dell’ateneo e simboleggia il sapere come conquista.

La leggenda è diventata un vero e proprio rito scaramantico tra gli studenti, che spesso evitano accuratamente di avvicinarsi o addirittura di guardare la statua prima della discussione della tesi. Simili superstizioni sono diffuse in molte università italiane e internazionali, come quella del “bacio della morte” alla Bocconi. C’entra ancora una statua, quella che immortala Ferdinando Bocconi, fondatore dell’ateneo. La studentessa o lo studente che la bacia, infatti, rischia di non laurearsi.
Naturalmente, non esiste alcuna prova concreta che confermi la maledizione della Minerva o il bacio della morte della Bocconi, ma il fenomeno della superstizione accademica è ben documentato nella psicologia sociale. La paura del fallimento spinge gli studenti a seguire rituali e credenze irrazionali, alimentando tradizioni che si tramandano di generazione in generazione.



