L’8 aprile 1990 andava in onda per la prima volta negli USA Twin Peaks (distribuita in Italia nel gennaio del ’91 come I segreti di Twin Peaks), la serie che avrebbe cambiato per sempre la televisione. Creata da David Lynch e Mark Frost, debuttò sulla rete americana ABC con un interrogativo tanto semplice quanto destabilizzante: Chi ha ucciso Laura Palmer?
La ragazza, bellissima e apparentemente perfetta, viene trovata morta, avvolta nella plastica, sulle rive di un lago nei pressi della cittadina immaginaria di Twin Peaks, nello stato di Washington. Questo evento innesca un racconto che mescola giallo, dramma psicologico, horror e surrealismo, in un modo che fino a quel momento la TV non aveva mai osato esplorare.

L’agente speciale dell’FBI Dale Cooper, interpretato da Kyle MacLachlan, dunque, arriva in città per indagare sull’omicidio. Con la sua calma zen, l’amore per le torte di ciliegie e il caffè “dannatamente buono”, entra subito in sintonia con l’atmosfera misteriosa del luogo. Ma la cittadina ha molti segreti, e la morte di Laura Palmer è solo la punta dell’iceberg. L’indagine si dipana tra colpi di scena, visioni oniriche, personaggi eccentrici e una costante sensazione che sotto la superficie tranquilla della vita di provincia si celi qualcosa di oscuro. Tutti in città sembrano avere qualcosa da nascondere: amanti, bugie, doppie vite. E Laura, la ragazza d’oro del liceo, era molto più complessa di quanto apparisse.
Al di la di tutto questo, però, la questione dell’identità del suo assassino rimane essenziale, tanto da sconvolgere il pubblico quando viene rivelata a metà della seconda stagione. Il colpo è devastante perché a uccidere Laura (occhio allo spoiler) è stato suo padre, Leland Palmer, posseduto da una misteriosa entità chiamata BOB. Una rivelazione scioccante, destabilizzante, che ancora oggi divide il pubblico. Per molti, infatti, ha segnato il culmine narrativo della serie, per altri, l’inizio della sua discesa. Di certo c’è solo il disappunto di David Lynch che non avrebbe mai voluto svelare il mistero così presto. Per lui, infatti, Laura rappresentava un enigma eterno, un simbolo della perdita dell’innocenza e del lato oscuro dell’umanità.
Ma al di là delle discussioni narrative, Twin Peaks ha lasciato un’eredità immensa. Ha anticipato di decenni la serialità moderna, portando il linguaggio del cinema d’autore in TV, e aprendo la strada a serie come Lost, Breaking Bad, Stranger Things.



