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Home » Attualità » Perché hanno chiuso Villa Pamphilj a Roma? I cittadini sono furiosi

Perché hanno chiuso Villa Pamphilj a Roma? I cittadini sono furiosi

Per la terza volta in un mese la villa chiude per ospitare un vertice governativo, ma i residenti insorgono: "La villa è dei cittadini".
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino12 Maggio 2025
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Uno scorcio di Villa Pamphilj
Uno scorcio di Villa Pamphilj (fonte: Turismo Roma)

Villa Doria Pamphilj, uno dei parchi più estesi e frequentati di Roma, è stata chiusa al pubblico per la terza volta in un mese per consentire lo svolgimento di un vertice intergovernativo tra Italia e Grecia presso la Palazzina Algardi. I cittadini e le associazioni locali sono sul piede di guerra ormai e lamentano la crescente trasformazione del parco in una sede istituzionale a scapito della fruizione pubblica. Tanto più che le chiusure, secondo i diretti interessati, non sono comunicate con sufficiente anticipo.

La Palazzina Algardi, storica residenza barocca situata all’interno del parco, è recentemente diventata sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio. Questa nuova funzione ha comportato frequenti restrizioni all’accesso, limitando l’utilizzo del parco da parte dei cittadini.

Villa Doria Pamphilj
Villa Doria Pamphilj (fonte: Turismo Roma)

I residenti e le associazioni, come l’Associazione per Villa Pamphilj, sottolineano la mancanza di trasparenza e comunicazione da parte delle autorità riguardo alle chiusure. Molti ritengono che il parco, essendo un bene pubblico, debba rimanere accessibile a tutti, e che l’uso istituzionale non debba compromettere la sua funzione di spazio verde per la comunità.

Villa Pamphilj, con i suoi circa 184 ettari, è uno dei principali polmoni verdi della capitale. Situata nel quartiere Gianicolense, tra via Aurelia Antica e via di San Pancrazio, deve il suo nome alla nobile famiglia Pamphilj, di origine umbra, che acquistò i terreni nel XVII secolo per volere del cardinale Giambattista Pamphilj, divenuto poi papa Innocenzo X.

La villa fu edificata a partire dal 1644, con un progetto architettonico affidato a Alessandro Algardi e Carlo Rainaldi. Il nucleo centrale del complesso è appunto la Palazzina Algardi, esempio raffinato di architettura barocca immersa in un parco monumentale. Nel corso dei secoli, la villa fu ampliata con giardini all’italiana, fontane, statue e boschi, assumendo l’aspetto di una tenuta principesca. Dopo l’Unità d’Italia, divenne proprietà dello Stato italiano e fu infine aperta al pubblico.

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