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Home » Ambiente » Come cambia la caccia in Italia dopo il ddl Lollobrigida? Tante le critiche al ministro

Come cambia la caccia in Italia dopo il ddl Lollobrigida? Tante le critiche al ministro

Il ddl Lollobrigida cambia la caccia in Italia: più aree accessibili, meno tutele ambientali, critiche da ambientalisti e Ispra.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Maggio 2025
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cacciatore col suo cane
cacciatore col suo cane (fonte: Unsplash)

Il disegno di legge presentato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida propone una riforma significativa della legge 157/1992, che regola la caccia in Italia. Le modifiche previste mirano a liberalizzare l’attività venatoria.

Ecco le principali novità introdotte dal ddl:

  • Estensione delle aree di caccia. Il ddl prevede la possibilità di cacciare in tutte le aree demaniali, comprese spiagge, zone dunali, foreste e praterie, precedentemente interdette all’attività venatoria.
  • Caccia notturna e in periodi precedentemente vietati. Sarebbe consentita la caccia anche dopo il tramonto, con l’autorizzazione di gare notturne con cani e fucili, estendendo i periodi di attività venatoria anche durante la nidificazione.
  • Aumento delle specie utilizzabili come richiami vivi. Il numero di specie utilizzabili come richiami vivi passerebbe da 7 a 47, eliminando ogni limite di possesso di volatili provenienti da allevamenti.
  • Modifica del processo decisionale sui piani venatori. Il parere vincolante dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) verrebbe sostituito dalla valutazione del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, un organo di nomina politica controllato dal ministero dell’Agricoltura.

Le associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente e WWF, hanno espresso forte preoccupazione per le modifiche proposte, sostenendo che potrebbero incentivare il bracconaggio e compromettere la biodiversità. In particolare, l’uso esteso di richiami vivi e la possibilità di cacciare in aree protette sono stati oggetto di critiche. Tra i più ferventi oppositori del disegno di legge sulla caccia c’è anche Giovanni Storti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che in un video su Instagram ha detto:

“Se tenete agli animali, se tenete alla natura, se tenete agli animali che la vivono, se tenete a voi stessi che volete vivere la natura, potete ancora dare fiducia a questo governo?“.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Giovanni Storti (@giovanni.storti.ufficiale)

Il ministro Lollobrigida ha risposto alle critiche affermando che molte delle informazioni diffuse sono “bugie” e ha invitato a leggere il testo ufficiale del disegno di legge prima di esprimere giudizi. Ha inoltre sottolineato che la riforma mira a modernizzare una normativa considerata “oggettivamente datata” e che il processo legislativo sarà trasparente e aperto al contributo di tutte le parti interessate.

Il disegno di legge è attualmente in fase di discussione e potrebbe essere esaminato dalla Commissione europea per verificarne la conformità con le direttive comunitarie sulla protezione della fauna selvatica.

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