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Home » Salute » Scienza » Il mal di denti di oggi? Colpa di un pesce da 500 milioni di anni

Il mal di denti di oggi? Colpa di un pesce da 500 milioni di anni

I primi denti non servivano per masticare, ma per percepire l’ambiente. Le strutture da cui derivano si sono evolute come organi sensoriali.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino26 Maggio 2025
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denti
Primo piano di una bocca con denti bianchissimi (fonte: Unsplash)

Perché i denti sono sensibili e fanno male a contatto col freddo di una bevanda? La risposta è: l’evoluzione. Secondo una nuova ricerca pubblicata su Nature, il mal di denti è l’effetto collaterale moderno di un antico sistema sensoriale sviluppato dai pesci circa 500 milioni di anni fa. I nostri denti, in origine, non servivano a masticare ma a sentire il mondo esterno.

Un team internazionale guidato da Yara Haridy dell’Università di Chicago ha dimostrato che i denti derivano da strutture chiamate odontodi, piccole protuberanze dure che non si trovavano nella bocca ma sulla pelle dei primi pesci. Queste formazioni avevano una funzione sensoriale: erano collegate a nervi e servivano per percepire vibrazioni, temperatura e forse persino odori. Una sorta di “pelle intelligente” che aiutava i pesci a sopravvivere in ambienti pieni di predatori.

In particolare, Haridy ha analizzato minuscoli fossili risalenti al periodo Cambriano, come Anatolepis, cercando tracce di dentina, il tessuto che ancora oggi collega i nostri denti ai nervi. Inizialmente si pensava che questo animale fosse il primo pesce con denti, ma un’analisi più approfondita ha rivelato che le sue strutture assomigliavano di più alle sensilla degli artropodi, organi sensoriali presenti su crostacei e insetti. Questo ha portato alla sorprendente conclusione che Anatolepis non fosse affatto un vertebrato, ma un artropode.

grafica dente
grafica dente (fonte: Unsplash)

Nonostante la delusione, questo confronto ha offerto una nuova prospettiva: le strutture sensoriali simili agli odontodi si sono evolute indipendentemente in artropodi e vertebrati come soluzione a uno stesso problema biologico. Nei pesci più antichi veri e propri, come Eriptychius, vissuto circa 465 milioni di anni fa, gli odontodi si sono rivelati fatti di dentina e collegati a nervi, proprio come i nostri denti moderni.

Per confermare questa ipotesi, i ricercatori hanno esaminato anche pesci attuali come squali, razze e pesci gatto. Hanno scoperto che i denti esterni di questi animali sono ancora innervati, ovvero connessi al sistema nervoso, e rispondono agli stimoli esterni. Questo dimostra che la funzione sensoriale degli odontodi è ancora attiva oggi, confermando l’origine antichissima della sensibilità dentale.

Nel tempo, quando i pesci hanno evoluto le mascelle, alcune di queste strutture appuntite si sono spostate ai margini della bocca, diventando denti veri e propri. Ma non hanno mai perso del tutto la loro sensibilità. Ecco perché ancora oggi possiamo percepire freddo, caldo o dolore attraverso i denti: è un lascito diretto dell’evoluzione, utile a quegli antichi pesci per orientarsi e difendersi.

In sintesi, i denti non sono nati per masticare, ma per sentire l’ambiente. Erano strutture sensibili sulla pelle dei primi pesci, collegate ai nervi. Col tempo si sono spostati nella bocca. Il mal di denti, quindi, è l’eredità di un sistema sensoriale antico di 500 milioni di anni.

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