Un fidanzamento celebrato a bordo del suo mega yacht Koru ed un matrimonio a dir poco esagerato nel cuore di Venezia alla presenza di 200 ospiti vip, la maggior parte dei quali tutti dal dubbio stile. Così potrebbe essere riassunto il matrimonio Bezos/Sánchez, che ha dominato l’attenzione delle così dette cronache rosa, complici anche i numerosi cambi d’abito della sposa di cui si è favoleggiato a lungo.
Spente le luci dell’evento e salutata la coppia felice partita per una crociera a molte stelle con i suoi amici più cari, però, non rimane che considerare l’ultimo aspetto di queste nozze così chiacchierate: il contratto prematrimoniale. Cosa prevede realmente l’accordo? E perché è diventato un tema di interesse globale?

Secondo quanto riportato da Forbes, People e altri media statunitensi, Jeff Bezos ha fatto redigere un contratto prematrimoniale molto dettagliato. Il documento stabilisce, tra le altre cose, la netta separazione tra i beni acquisiti prima delle nozze e quelli eventualmente ottenuti in comunione durante l’unione. Una scelta dettata da motivi non solo economici, ma anche legali e reputazionali, considerando che possiede una fortuna stimata di oltre 200 miliardi di dollari.
Questa, però, non è una precauzione inedita. Dopo il costoso divorzio dalla prima moglie MacKenzie Scott nel 2019, concluso con un accordo da 38 miliardi di dollari, il miliardario ha deciso di proteggere il proprio patrimonio in modo più strutturato. È noto che i legali coinvolti nel contratto abbiano lavorato per mesi alla stesura, inclusi esperti in diritto matrimoniale internazionale, data la cittadinanza statunitense della coppia e le proprietà sparse tra Stati Uniti ed Europa.
L’accordo, pur non essendo stato reso pubblico nei dettagli, prevede che in caso di separazione i beni di Bezos rimangano sotto il suo controllo. Lauren Sánchez, che ha un proprio patrimonio stimato in circa 30 milioni di dollari, non avrebbe diritto ad alcuna quota della fortuna di Amazon o Blue Origin, l’azienda spaziale fondata da Bezos.
Tuttavia, il contratto includerebbe una clausola generosa. In caso di divorzio, infatti, la Sánchez riceverebbe comunque una somma simbolica o il mantenimento di determinati benefit, come l’uso parziale di alcune proprietà. Ma l’aspetto più interessante è il patto di riservatezza. Entrambe le parti, infatti, si impegnano formalmente a non divulgare informazioni riservate sul matrimonio, sulla vita privata o sulle attività imprenditoriali dell’altro, anche in caso di separazione. Insomma, un sogno d’amore a molti zeri ben protetti e vincolati. Almeno questa volta.



