L’insalata Iceberg, spesso definita dal re del cinema trash John Waters “il poliestere delle verdure” per la sua croccantezza e il sapore blando, è un ingrediente comune in insalate e panini, ma il suo nome ha origini curiose legate alla storia agricola americana. Appartenente alla famiglia delle lattughe crisphead, derivata dalla varietà Batavia, l’iceberg fu sviluppata negli anni Novanta dell’Ottocento dalla W. Atlee Burpee & Co., un’azienda sementifera di Filadelfia. Ma da dove deriva il nome? Una teoria, riportata dalla rivista Saveur, suggerisce che il termine si riferisca al suo aspetto: le foglie esterne, bianche e croccanti, ricordano la texture cristallina di un iceberg, come descritto in un annuncio del 1895 che parlava di foglie con “gocce di rugiada” che conferivano un aspetto “cristallino”.

Rispetto ad altre lattughe, si distingueva per la sua consistenza scrocchiarella, il maggior numero di foglie e una buccia esterna resistente, qualità che la rendevano ideale per il trasporto. Coltivata principalmente in California, l’Iceberg veniva spedita in tutto il paese tramite ferrovia, un viaggio che richiedeva una lattuga capace di resistere senza appassire. La sua robustezza la rese presto popolare.
Un’altra ipotesi, considerata meno credibile, lega il nome al ghiaccio usato per il trasporto prima dell’avvento dei vagoni refrigerati, ma vari esperti smentiscono questa versione come una leggenda promozionale. Negli anni ’40 del ‘900, ulteriori incroci con una varietà chiamata brittle-ice resero l’Iceberg ancora più croccante, consolidandola come la lattuga più consumata in America per decenni. Tuttavia, a partire dagli anni ’60, chef come Julia Child iniziarono a preferire varietà più saporite come la romana o la rucola, mentre l’avvento delle insalate preconfezionate e una maggiore attenzione alla salute ridussero la sua popolarità.



