Una nuova ricerca globale condotta dall’agenzia di marketing NeoMam, commissionata da BudgetDirect, ha mappato le strade più pericolose del mondo attraverso l’analisi di siti governativi, associazioni dei trasporti e rapporti di cronaca locale. I risultati rivelano scenari inquietanti in diverse parti del globo, mentre l’Italia emerge come un territorio relativamente sicuro nel panorama mondiale.
Ogni anno più di un milione di persone perdono la vita sulle strade del mondo, rendendo la guida un’attività ad alto rischio nonostante faccia parte della routine quotidiana di milioni di persone. Sebbene alcuni incidenti siano imprevedibili, molti si verificano in aree notoriamente pericolose, identificate ora attraverso questa mappatura globale.
Negli Stati Uniti, la Interstate 45 in Texas si distingue come la strada più pericolosa del paese. Questa autostrada, che collega centri urbani densamente popolati come Galveston, Dallas e Houston, registra 56,5 incidenti mortali ogni 100 miglia percorse. La pericolosità deriva principalmente dalla guida imprudente in un contesto di traffico intenso tra importanti aree metropolitane.
In Bolivia, la Yungas Road ha guadagnato il macabro soprannome di “Death Road” per ragioni tragicamente evidenti. Questo percorso montano presenta una carreggiata di soli 3 metri di larghezza che costeggia un precipizio di 600 metri di profondità. Le statistiche parlano di 300 vittime all’anno, rendendo questa strada una delle più letali al mondo.
In Israele, la porzione della Highway 90 conosciuta come Dead Sea Highway vive fino al suo nome inquietante. Nonostante sia denominata dal famoso lago salato, la strada si è guadagnata una reputazione macabra per ragioni tragiche. Nel 2018, un periodo di sole due settimane ha registrato 17 vittime, principalmente a causa del traffico intenso e delle infrastrutture inadeguate.

L’Italia, come si vede dalla mappa, non ha strade che possano essere considerate pericolose. Questo ovviamente non vuol dire che la nostra nazione sia esente da incidenti stradali. I dati ACI del 2021, però, hanno registrato una riduzione degli incidenti stradali (-5.119) e delle vittime (-179) rispetto al 2019, posizionando il paese in una situazione relativamente favorevole rispetto ai tragici scenari descritti nella mappa mondiale.
Le tratte più critiche risultano essere il tratto urbano della A24 a Roma (10 casi per chilometro), la Tangenziale Nord di Milano nel tratto Monza e della Brianza (8,8 sinistri/km) e la diramazione Capodichino A1 in Provincia di Napoli (8,1).
Tuttavia, le autostrade urbane si confermano quelle più a rischio a causa degli elevati flussi di traffico e della “convivenza” tra veicoli di tipo diverso. Nonostante queste criticità locali, l’Italia non compare tra le nazioni con le strade più pericolose del mondo, confermando standard di sicurezza superiori rispetto a molti altri paesi.



