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Home » Cultura » Misteri »  Alicudi e le donne volanti: quando un fungo trasformò un’intera isola in un incubo magico

 Alicudi e le donne volanti: quando un fungo trasformò un’intera isola in un incubo magico

La storia di Alicudi rappresenta uno dei casi più documentati di allucinazione collettiva causata da ergotismo.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino16 Luglio 2025
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alicudi
Uno scorcio di Alicudi (fonte: Sicilia.info)

Tra il 1903 e il 1905, l’isola di Alicudi nell’arcipelago delle Eolie fu teatro di un fenomeno straordinario e inquietante: la più ampia e lunga allucinazione collettiva della storia. Per tre anni consecutivi, gli arcudari – così vengono chiamati gli abitanti dell’isola – vissero esperienze visionarie che trasformarono la loro quotidianità in una dimensione surreale. Vedevano donne che volavano attraverso il mare fino a Palermo per fare la spesa, animali strani che comparivano e scomparivano all’improvviso, spiriti e fantasmi, banchetti per le vie e persino un pagliaccio inquietante. Insomma, un horror in piena regola. Le testimonianze, tramandate prevalentemente in forma orale, erano così dettagliate e diffuse da attirare l’attenzione di ricercatori e storici. Naturalmente, la magia non c’entra. L’ipotesi più accreditata e logica per spiegare i fenomeni avvenuti su Alicudi è il continuo e inconsapevole consumo di segale cornuta, un cereale affetto dal fungo Claviceps purpurea (noto anche come ergot).

Questo fungo, caratterizzato da escrescenze nere simili a speroni o corna sulle spighe, contiene alcaloidi dell’ergot, sostanze che hanno come nucleo comune l’acido lisergico – la base dell’LSD. In sostanza, ad Alicudi successe la stessa cosa avvenuta secoli prima in Germania, dove non si parlava però di allucinazioni collettive, quanto di psicosi legata al ballo (coreomania).

Il fungo Claviceps purpurea si ipotizza sia stato trasportato dall’estero attraverso scambi commerciali con l’isola. La scarsa igiene favorì la diffusione del parassita sulla segale, mentre le condizioni di povertà dell’isola spinsero gli abitanti a massimizzare l’uso della farina di segale, un cereale economico ma ormai contaminato.

La forma più lieve di ergotismo provoca tremori, convulsioni, spasmi muscolari, ma soprattutto ha sintomi psichici, quali visioni, allucinazioni, delirio, paranoie, confusione e irritabilità. È proprio questa forma che colpì gli arcudari per tre anni, mentre consumavano quotidianamente pane prodotto con farina contaminata.

Il consumo inconsapevole rendeva l’esperienza ancora più intensa e incontrollabile. È provato infatti da molti test che se assunto senza saperlo l’ergot provoca esperienze allucinatorie molto più profonde e incontrollabili. Gli abitanti continuavano a vivere queste visioni senza comprenderne la causa, alimentando un ciclo di terrore e meraviglia che segnò profondamente la comunità isolana.

 

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