Il 5 agosto scorso è stato presentato un disegno di legge destinato a rivoluzionare il mondo dell’estetica e dell’acconciatura. Il cuore della riforma è l’introduzione di un esame di abilitazione obbligatorio per chi desidera lavorare come parrucchiere o estetista. L’obiettivo è chiaro: modernizzare un settore in continua evoluzione e contrastare l’abusivismo.
In poche parole, non sarà più sufficiente completare un corso di formazione, ma sarà necessario superare una prova che verifica le competenze acquisite. I percorsi formativi, gestiti a livello regionale, prevedono almeno 900 ore di corso, distribuite su due o tre anni, oppure un anno di esperienza lavorativa a tempo pieno in un’attività del settore. Chi ha già maturato tre anni di esperienza lavorativa o ha completato un apprendistato seguito da un anno di lavoro potrà accedere direttamente all’esame.

La legge riconosce anche nuove figure professionali, come l’onicotecnico, specializzato nella cura e ricostruzione delle unghie, e il tecnico per ciglia e sopracciglia, esperto in trattamenti come extension e laminazione. Questi ruoli, sempre più richiesti, saranno regolamentati con corsi specifici di almeno 600 ore, garantendo standard di qualità più elevati.
Un altro aspetto fondamentale della riforma è la lotta all’abusivismo. Le sanzioni per chi esercita senza abilitazione saranno molto più severe. Le multe potranno raggiungere i 50.000 euro, rispetto agli attuali 500-2.000 euro, e in alcuni casi sarà possibile sospendere l’attività fino a due anni. Anche chi esegue trattamenti specifici senza qualifica rischia ammende da 3.000 a 10.000 euro. Questo mira a proteggere sia i professionisti qualificati sia i clienti da pratiche non sicure.
Inoltre, la riforma introduce la possibilità per i titolari di saloni di affittare “poltrone” o “cabine” a professionisti abilitati, una pratica già diffusa all’estero che favorisce l’autoimpiego e riduce i costi per chi inizia. I programmi formativi saranno aggiornati con materie come cosmetologia, chimica e marketing, per preparare al meglio i nuovi professionisti.
La proposta ora inizia il suo iter parlamentare.



