Si chiama SCO ed è l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione. Si tratta di un’alleanza tra Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, inizialmente focalizzata sulla risoluzione di dispute territoriali. Si è evoluta in un’organizzazione che promuove cooperazione in sicurezza, economia, energia e cultura. Il suo obiettivo principale è contrastare terrorismo, estremismo e separatismo, per preservare lo status quo territoriale in Asia centrale. In questi giorni la Sco è riunita a Pechino, in Cina, e l’incontro rappresenta un momento cruciale per tutta la situazione geopolitica mondiale. Il presidente cinese Xi Jinping, infatti, ha accolto una ventina di leader tra cui il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente russo Vladimir Putin.

In particolare, la presenza di Modi e Putin è un segnale forte. Il disgelo tra India (nazione dotata di arsenale nucleare) e Cina, storicamente rivali a livello commerciale e politici (per questioni di confini), rappresenta una svolta significativa, potenzialmente capace di ridisegnare gli equilibri di potere in Asia. Proprio per questo motivo, hanno un valore pesantissimo le frasi rivolte da Xi Jinping a Modi.
Il presidente cinese ha detto che i due Paesi “debbono essere partner piuttosto che rivali e offrirsi l’un l’altro opportunità di sviluppo e non minacce“. A rincarare la dose, per così dire, Valdimir Putin che, in un’intervista all’agenzia di stampa nazionale cinese, ha spiegato che si è parlato dettagliatamente del vertice tra Putin e Trump in Alaska, vertice, dedicato alla delicata questione Ucraina, che ha portato a un nulla di fatto visto che al momento non v’è traccia dell’incontro Russia-Ucraina annunciato da Trump. Putin ha anche anche ribadito che le relazioni Russia-Cina sono ai massimi storici.
La convergenza di interessi tra questi tre giganti – Cina, India e Russia – potrebbe dar vita a un nuovo asse geopolitico, capace di contrastare l’influenza occidentale e in particolare statunitense.
Il gran finale, però, si terrà il 3 settembre con la Parata della Vittoria, il 3 settembre e riserverà un alto colpo di scena importante. A ottant’anni esatti dal giorno della capitolazione formale del Giappone, al termine della Seconda Guerra Mondiale: alla parata ci sarà anche il leader nordocoreano Kim Jong-un.



