La chemofobia è la sfiducia o la paura dei prodotti chimici, e si manifesta in molti aspetti della nostra vita quotidiana. Quando si sente l’urgenza di acquistare saponi “senza sostanze chimiche” o deodoranti “naturali” o si reputano vaccini e medicine tossici tout court, allora si incappa in questa trappola piuttosto subdola. Che magari nasce da premesse anche giuste (limitare quelle sostanze che possono essere nocive per l’uomo), ma rischia di cadere nell’esatto opposto.
In America, in particolare, era partita come controcultura. Ora sta avendo un vero riconoscimento grazie alla posizione del ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr. , figura tra le più controverse, apertamente no vax e rappresentante del cosiddetto movimento MAHA, Make America Healthy Again (rendiamo l’America di nuovo sana). Kennedy jr. è quello che sostiene che l’olio di fegato di merluzzo (naturale) faccia bene contro il morbillo. O che l’autismo stia diventando un’epidemia.

Perché la chemofobia è pericolosa? Perché porta le persone a credere che le sostanze sintetiche create in laboratorio siano intrinsecamente cattive, mentre quelle “naturali” trovate in natura siano intrinsecamente buone. Non è vero. L’organismo stesso è fatto di sostanze chimiche e ne chiede in continuazione per stare bene (per esempio, la Vitamina C prodotta in laboratorio ha l’identica struttura di quella delle arance).
La stessa acqua è una sostanza chimica. I principi attivi naturali delle piante sono chimica. Non solo: per conservare i principi attivi “naturali” delle piante, conservati nelle creme, ci vogliono sostanze chimiche che possono proteggerle. Dunque, attenzione.
La chemofobia fa leva su paure e insicurezze e facilmente può essere cavalcata da influencer senza scrupoli. E siccome gli umani tendono a polarizzare tutto, per magnificare le doti di un alimento X spesso se ne demonizza un altro. E a ingrandirsi sono le tasche delle aziende che possono vendere più prodotti spingendo sul fatto che siano naturali al 100%.
Ecco perché parole come “senza tossine”, “naturale” e “pulito” sono così attraenti. Vedere queste parole su un barattolo di burro di noccioline o su una bottiglia di shampoo rende più facile fare la scelta “giusta”, anche se le prove scientifiche non supportano ciò che queste parole implicano.
La cura a tutto questo? Studiare gli ingredienti e le sostanze davvero tossiche. E fidarsi dei professionisti seri. Se serve un antibiotico, e il medico lo prescrive, va preso. Semplice.



