Per ventisette anni, Bryan Hooper ha vissuto un incubo. Ingiustamente condannato nel 1998 per l’omicidio di Ann Prazniak, una donna di 77 anni trovata morta nel suo appartamento di Minneapolis, Hooper ha sempre sostenuto la sua innocenza. Il suo processo, basato sulla testimonianza di una sola persona, si è rivelato una farsa. Ora sappiamo che la sua accusatrice era la vera colpevole. Il giudice preposto ha quindi annullato la condanna. E ora cosa succederà? Per Hooper è previsto un risarcimento? La risposta non è del tutto affermativa perché negli Stati Uniti, solo 35 stati su 50 prevedono risarcimenti per legge, e spesso gli importi sono irrisori rispetto alla gravità dell’ingiustizia subita.
In Minnesota, lo stato di Hooper, una legge del 2014, aggiornata nel 2019, garantisce un indennizzo agli innocenti condannati ingiustamente e incarcerati. Gli aventi diritto possono ricevere fino a 100.000 dollari per ogni anno di carcere e 50.000 dollari per ogni anno di libertà vigilata, oltre al rimborso di spese legali, mediche, dentistiche, psicologiche, formazione professionale, istruzione universitaria, reinserimento sociale e costi per l’assistenza ai figli. Per essere idonei, la condanna deve essere stata annullata per motivi compatibili con l’innocenza, con l’accusa di reato grave ritirata o un’assoluzione in un nuovo processo.
La domanda di indennizzo va presentata entro due anni dall’esonero definitivo al tribunale distrettuale dove è avvenuta la condanna. L’indennizzo non mira a arricchire, ma a riportare la vittima nella posizione precedente all’errore giudiziario, a patto che non abbia contribuito intenzionalmente o per negligenza al proprio arresto o condanna.
In Italia, per ottenere un indennizzo per errore giudiziario in Italia, la vittima deve presentare entro due anni dalla sentenza di proscioglimento definitivo una domanda alla Corte d’Appello competente, che ha emesso la revisione o si trova nel distretto del provvedimento impugnato, documentando i pregiudizi materiali e morali subiti e la durata della detenzione. Un pool di esperti quantifica il danno, valutando globalmente l’individuo come persona, lavoratore e soggetto con relazioni affettive, considerando la sofferenza fisica e psicologica causata dalla deprivazione sensoriale in carcere, senza un calcolo aritmetico.
L’indennizzo non è un risarcimento pieno ma una “riparazione” per un danno da attività giudiziaria lecita, e può consistere in una somma di denaro senza tetto massimo, una rendita vitalizia o il ricovero in un istituto a spese dello Stato. Per l’ingiusta detenzione, invece, il risarcimento è limitato a 516.456,90 euro, calcolato su 235,82 euro giornalieri per un massimo di 6 anni. La revisione, necessaria per l’indennizzo, è possibile solo con nuove prove decisive, prove false o erronee, o la condanna di un altro soggetto per lo stesso reato.
Intanto, Bryan Hooper si gode la sua famiglia.



