Nella giornata che ha visto la canonizzazione, ovvero proclamazione a santi, di Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati, la Chiesa rende noto anche un altro importante processo di beatificazione, quello per Alfredo Giorgio Dall’Oglio. La beatificazione di è prevista per il 13 dicembre a Parigi. La notizia della beatificazione è stata condivisa oggi durante il pellegrinaggio giubilare degli anziani trentini alla Madonna di Piné, alla presenza dell’arcivescovo Lauro e del rettore don Piero Rattin.
Alfredo Giorgio Dall’Oglio, nato a Borgo Valsugana il 6 luglio 1921 e morto a Berlino il 31 ottobre 1944, è stato un giovane trentino, membro della Jeunesse Ouvrière Chrétienne (JOC), che pagò con la vita la sua fede e il suo impegno contro il nazismo.
Emigrato con la famiglia in Francia nel 1924, Dall’Oglio crebbe a Romainville, vicino a Parigi. Lavorò come aiuto farmacista e si distinse per il suo impegno nella JOC, un’associazione di giovani operai cristiani. All’interno del movimento, Alfredo si dedicò all’apostolato, organizzando attività ricreative e diffondendo entusiasmo tra i giovani.
La sua attività nella JOC non si limitò all’aspetto spirituale. Grazie al contatto con un medico ebreo tedesco rifugiatosi in Francia, Dall’Oglio approfondì la conoscenza del nazionalsocialismo, comprendendone la pericolosità. Si impegnò quindi attivamente a informare i giovani sui rischi delle ideologie naziste e razziste che si stavano diffondendo in Europa.

Nel 1943, reclutato forzatamente dal governo di Vichy, Dall’Oglio fu inviato a Berlino per lavorare come manovale. Nonostante le difficili condizioni di vita, continuò la sua attività di apostolato, diventando responsabile della JOC nella zona Nord-Est di Berlino. Organizzava momenti di preghiera e attività ricreative, cercando di avvicinare i giovani alla fede cristiana in un contesto ostile e sempre più repressivo.
L’impegno di Dall’Oglio non passò inosservato alla Gestapo. Il 6 giugno 1944 fu arrestato e interrogato. L’accusa: svolgere attività religiose all’interno di movimenti proibiti dal regime, come la JOC e lo scautismo. Dopo mesi di prigionia, il 9 settembre 1944 fu trasferito nell’Arbeitserziehungslager di Wuhlheide, dove morì il 31 ottobre dello stesso anno, all’età di 23 anni.



