Dopo i tentativi diplomatici degli scorsi giorni per trovare una soluzione alla guerra tra Russia e Ucraina, il violento bombardamento della sede del governo ucraino da parte della Russia ha portato a un’estrema recrudescenza del conflitto. A margine della finale degli US Open 2025 di New York, il presidente americano Donald Trump, che con Putin ha trattato in prima persona in Alaska a Ferragosto, ha detto di voler parlare con Putin nei prossimi giorni e di non essere contento di quello sta sta succedendo in Ucraina.
Qualche ora prima, Trump aveva annunciato l’imminente “fase due” delle sanzioni contro la Russia in risposta al conflitto in Ucraina. Sebbene non siano stati dati dettagli specifici su cosa comporterà questa nuova fase, l’annuncio crea inevitabilmente interrogativi e apre a diverse interpretazioni.

Cosa potrebbe significare “fase due”? Quasi certamente si tratterà dell’introduzione di nuove restrizioni economiche e commerciali. A dare un quadro più completo della situazione è stato il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent che, interpellato da NBC, ha parlato di sanzioni più severe non solo contro la Russia, ma contro quelle nazioni che acquistano il petrolio russo. Misure che potrebbero portare Vladimir Putin al tavolo delle trattative. “Abbiamo bisogno che i nostri partner europei ci seguano. Siamo in una corsa ora tra quanto a lungo l’esercito ucraino può resistere e quanto a lungo l’economia russa può reggere. E se gli Stati Uniti e l’UE possono intervenire, applicare più sanzioni, tariffe secondarie sui paesi che comprano petrolio russo, l’economia russa collasserà completamente“, ha concluso Bessent.
Qual è la nazione che compra maggiormente petrolio dalla Russia? L’India. Solo qualche giorno fa, a Pechino, durante la grande parata militare per celebrare la vittoria cinese sul Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, Russia e India avevano rafforzato ulteriormente il legame che le unisce.



