Il principe Harry è tornato nel Regno Unito, ma non come lo ricordavamo. Lontano dalle polemiche e dalle accuse degli ultimi anni, il duca di Sussex è apparso diverso dopo l’incontro con il padre, re Carlo, qualche giorno fa. Questo inatteso cambio di rotta ha alimentato le speculazioni su un possibile pentimento per la Megxit, ovvero la separazione dalla sua famiglia dopo il matrimonio con Meghan Markle, e un ritorno a corte come “working royal”. Ma a cosa si riferisce questo termine? I Working Royal, ufficialmente conosciuti come “senior working royals”, sono i membri della famiglia reale britannica che rappresentano attivamente la monarchia. Svolgono incarichi pubblici, partecipano a eventi di beneficenza e, in sostanza, agiscono come “influencer” della Corona, contribuendo a rafforzare l’immagine della monarchia e l’economia del Regno Unito.
La lista ufficiale comprende:
- Re Carlo
- Regina Camilla
- Principe William
- Kate Middleton
- Principe Edward
- Sophie, duchessa di Edimburgo
- Principessa Anna
Altri membri della famiglia, come il Duca e la Duchessa di Gloucester, il Duca di Kent e la Principessa Alexandra, svolgono alcuni doveri reali, ma non a tempo pieno.

Il loro ruolo è fondamentale per “The Firm”, come viene chiamata la monarchia, un vero e proprio impero economico che, secondo Forbes, genera circa 28 miliardi di dollari e contribuisce con centinaia di milioni di sterline all’economia britannica ogni anno.
Ma come vengono pagati i Working Royal? Attraverso il Sovereign Grant, un fondo destinato a coprire le spese ufficiali della monarchia, come la sicurezza e il personale. Secondo Forbes, nel 2020, il Sovereign Grant dell’allora Principe Carlo era così suddiviso: 7,3 milioni di dollari per il personale (132 persone), 6,75 milioni di dollari per le tasse, 4,4 milioni di dollari per beneficenza e 7,8 milioni di dollari per i suoi figli (all’epoca, il Principe Harry era ancora un Working Royal).
Il Sovereign Grant è finanziato dal 25% dei profitti del Crown Estate, un insieme di terreni e proprietà che generano centinaia di milioni di sterline all’anno. Il restante 75% va al Tesoro britannico.
Perché il numero dei Working Royal è così ristretto? Principalmente per una questione di immagine pubblica. Re Carlo, in particolare, desidera una monarchia più snella per evitare critiche sull’utilizzo del Sovereign Grant. Questo spiega perché principesse come Eugenie e Beatrice, pur avendo titoli reali, non sono considerate Working Royal, nonostante abbiano espresso il desiderio di contribuire maggiormente, soprattutto durante i periodi di assenza di altri membri.
E perché non esistono Working Royal part-time? Semplicemente, non è previsto. Il Principe Harry si è detto disponibile a svolgere alcuni doveri ufficiali per supportare il padre, ma sembra improbabile, soprattutto a causa dell’opposizione del fratello, il Principe William. Almeno, per ora.



