La cannella, quella spezia che usiamo nei dolci e nel caffè, potrebbe diventare un’arma contro l’Alzheimer. Ricercatori di Taiwan hanno infatti dimostrato che un composto derivato da questa spezia comune può migliorare significativamente le funzioni cerebrali nei pazienti con forme lievi della malattia. Quando mangiamo la cannella, il nostro corpo la trasforma in una sostanza chiamata benzoato di sodio. È proprio questo composto che ha mostrato effetti sorprendenti sul cervello. Gli scienziati hanno testato diverse dosi di benzoato di sodio su 149 persone tra i 50 e i 100 anni, tutte con Alzheimer in fase iniziale.
I risultati sono stati chiari: chi ha assunto dosi di 750 o 1000 milligrammi al giorno per 24 settimane ha mostrato miglioramenti notevoli nella memoria e nelle capacità cognitive. Ancora più interessante è che il trattamento ha ridotto le placche amiloidi nel cervello – quelle accumuli di proteine tossiche che danneggiano i neuroni e causano i problemi di memoria tipici dell’Alzheimer.
L’Alzheimer colpisce circa milioni di persone in tutto il mondo. Le terapie attuali che combattono le placche amiloidi funzionano, ma hanno effetti collaterali gravi come gonfiore e sanguinamenti cerebrali, oltre a costare molto e richiedere infusioni ospedaliere complicate.

Il benzoato di sodio, invece, si è dimostrato sicuro quanto un placebo. Gli studi mostrano che questo composto rappresenta una terapia “sicura ed efficiente” per i pazienti con Alzheimer, con la comodità di poter essere assunto per bocca come una normale pillola.
Prima che corriate a comprare chili di cannella, c’è un dettaglio importante: le quantità naturali di benzoato di sodio nella spezia sono molto più basse rispetto alle dosi terapeutiche usate nello studio. La cannella normale contiene acido cinnamico, che il corpo converte in benzoato di sodio, ma in piccole quantità.
Tuttavia, ricerche precedenti hanno dimostrato che la cannella e il suo metabolita benzoato di sodio proteggono memoria e apprendimento anche nei modelli animali, suggerendo che consumare regolarmente questa spezia potrebbe comunque avere benefici preventivi.
L’acido cinnamico, il precursore naturale del benzoato di sodio presente nella cannella, ha proprietà interessanti: funziona come antiossidante, riduce l’infiammazione nel corpo, aiuta il metabolismo dell’insulina e può persino attivare enzimi che bruciano i grassi. Questo significa che i benefici della cannella potrebbero andare oltre la protezione cerebrale.
Meta-analisi recenti confermano che il benzoato di sodio migliora le funzioni cognitive nei disturbi neuropsichiatrici, e studi del 2025 hanno dimostrato efficacia anche nei pazienti con deterioramento cognitivo lieve – una condizione che spesso precede l’Alzheimer.
I ricercatori sono cauti: lo studio ha coinvolto principalmente popolazione taiwanese e non sappiamo ancora gli effetti a lungo termine. Ma i risultati sono promettenti abbastanza da giustificare ulteriori ricerche su scala più ampia.



