L’amministrazione Trump ha portato Amazon in tribunale, accusando il colosso dell’e-commerce di aver indotto milioni di clienti ad abbonarsi a Prime con l’inganno e di aver reso estremamente difficile la disdetta. La Federal Trade Commission (FTC) sostiene che Amazon abbia nascosto informazioni cruciali sui costi e sul rinnovo automatico dell’abbonamento, utilizzando un linguaggio ambiguo che induceva gli utenti a sottoscrivere inconsapevolmente la prova gratuita di Prime.
Secondo la FTC, Amazon avrebbe adescato gli utenti con la promessa di spedizioni gratuite al momento del checkout, senza chiarire adeguatamente che cliccando sul link si attivava una prova gratuita di Prime con rinnovo automatico dopo 30 giorni. Inoltre, la procedura di disdetta, denominata internamente “Iliad”, sarebbe un vero e proprio labirinto progettato per dissuadere gli utenti dall’annullare l’abbonamento o indurli a credere di averlo fatto con successo, quando in realtà non era così.
Prime rappresenta una fonte di reddito fondamentale per Amazon, che lo scorso anno ha generato oltre 44 miliardi di dollari solo da abbonamenti, di cui Prime è il principale contributore. Oltre agli introiti diretti dagli abbonamenti, gli utenti Prime generano un volume considerevole di acquisti online, incrementando ulteriormente i profitti di Amazon.

La FTC accusa Amazon di violare la Sezione 5 dell’FTC Act, che proibisce le pratiche commerciali “sleali”, e il Restore Online Shoppers Confidence Act (ROSCA), che impone alle aziende di divulgare chiaramente tutte le condizioni prima di ottenere i dati di fatturazione, ottenere il consenso esplicito prima di addebitare qualsiasi costo e semplificare la procedura di cancellazione.
Oltre ad Amazon, sono stati citati in giudizio anche tre dirigenti: Jamil Ghani, Neil Lindsay e Russell Grandinetti, accusati di aver ignorato le preoccupazioni interne riguardo alle iscrizioni involontarie, privilegiando la crescita del numero di abbonati paganti.
Questa causa rappresenta il primo grande scontro tra Amazon e la FTC, ma un secondo è già all’orizzonte, con un’accusa antitrust prevista per il 2027. La FTC ha già ottenuto una prima vittoria: il giudice John H. Chun ha stabilito che Lindsay e Ghani saranno ritenuti automaticamente responsabili se Amazon verrà giudicata colpevole.
Amazon si difende affermando di non aver commesso alcun illecito e di aver sempre messo al primo posto i clienti. Tuttavia, la FTC sostiene che Amazon utilizzi i cosiddetti “”dark patterns””, ovvero tecniche di progettazione ingannevoli che manipolano gli utenti per indurli a compiere azioni desiderate, come iscriversi a Prime o accettare i cookie.
Questa causa potrebbe avere implicazioni significative per l’intero settore degli abbonamenti online. Se la FTC avrà la meglio, potrebbe innescare una reazione a catena che influenzerà il modo in cui altri servizi gestiscono gli abbonamenti. La questione centrale riguarda la battaglia della FTC per rendere la disdetta degli abbonamenti semplice come un singolo click, una norma bloccata dall’amministrazione Trump.
Cosa fare per proteggersi? Prima di iscriversi a qualsiasi prova gratuita online, serve leggere attentamente le condizioni, in particolare quelle relative al rinnovo automatico e alla disdetta. Se incontrate difficoltà nella cancellazione di un abbonamento, contattate direttamente l’azienda e, se necessario, segnalate la situazione alle autorità competenti.



