Non pensava certo che il suo nome avrebbe fatto discutere. E invece, Souzan Fatayer, candidata con Alleanza Verdi e Sinistra alle prossime regionali in Campania, ha scatenato (suo malgrado) una lunga serie di polemiche per le brutte dichiarazioni del giornalista Paolo Mieli. Ma andiamo con ordine. Nata a Nablus, in Palestina, nel 1984, Fatayer è arrivata a Napoli lo stesso anno in cui Diego Armando Maradona approdava al Napoli, un dettaglio che ama sottolineare e che racconta molto del suo legame profondo con la città partenopea.
Docente di lingua araba presso l’Università L’Orientale di Napoli, Fatayer vive nel capoluogo campano da quasi quarant’anni. “Penso in napoletano”, scrive sui social. “Questa terra mi ha accolta da quarant’anni e mi restituisce un valore inestimabile: l’umanità della sua gente”. Per la sua candidatura ha scelto uno slogan che sintetizza la sua identità ibrida: “‘na palestinese napulitana”.
Il profilo di Fatayer è quello di un’accademica riconosciuta e un’attivista per i diritti umani. Nel 2003 e nel 2005 le è stato conferito il riconoscimento “Donna per la Pace”. Oltre all’attività di docenza, lavora come traduttrice e interprete, osservando da vicino le problematiche della gioventù napoletana e campana. “Troppo spesso, li vedo abbandonati, spinti verso tirocini farlocchi e contratti precari”, denuncia. “Una generazione intera che chiede solo una possibilità vera, e trova porte chiuse”.
La decisione di candidarsi nasce da una richiesta esplicita: “Mi è stato chiesto di mettermi in gioco, e ho detto sì“, spiega su Instagram. Il programma con cui si presenta punta su temi sociali precisi: “Mi candido con Alleanza Verdi e Sinistra come consigliera regionale per una Campania giusta: una terra che crede nei suoi giovani e nell’istruzione pubblica, che difende la sanità pubblica, che rispetta chi lavora e protegge chi soffre“.
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La candidatura di Fatayer non è però priva di polemiche. In passato è stata presa di mira da esponenti della maggioranza perché accusata di aver “paragonato i sionisti ai nazisti”. Le tensioni si sono riaccese di recente con le dichiarazioni di Paolo Mieli durante la trasmissione “24 Mattino” su Radio24 del 20 ottobre.
Il giornalista, nel corso della trasmissione, ha definito Fatayer “la palestinese napulitana che esalta Hamas, descrivendola come “una signora in leggerissimo sovrappeso” (giudizio che ha poco senso rispetto all’attività culturale e politica di Fatayer). Di fronte al tentativo del conduttore di ricondurre la discussione su binari più appropriati, Mieli ha rincarato la dose: “Non è un giudizio estetico, ma suscita ironie”, con evidente riferimento alla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza (ancora peggio).
Le parole hanno scatenato un’ondata di indignazione. Nino Simeone, presidente della Commissione infrastrutture del Comune di Napoli, ha espresso “piena solidarietà a Souzan Fatayer, donna di cultura, impegno e dialogo, per le parole stupide e fuori luogo pronunciate nei suoi confronti”. Simeone ha aggiunto che “in un tempo in cui la politica ha bisogno di visioni inclusive e costruttive, Souzan è un esempio di coraggio e partecipazione”.
Anche la Cgil di Napoli e Campania ha preso posizione, definendo “semplicemente inaccettabile e vergognoso” il fatto di “sconfinare sulle offese personali e utilizzando il body shaming per sostenere la tesi che i palestinesi non muoiano di fame”.



