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Home » Attualità » Amazon licenzia 30.000 persone in una settimana: la nuova era dei robot è iniziata (e non c’è più posto per noi)

Amazon licenzia 30.000 persone in una settimana: la nuova era dei robot è iniziata (e non c’è più posto per noi)

Amazon licenzia 30.000 dipendenti corporate con l'avanzata dell'automazione AI. L'intelligenza artificiale trasforma il lavoro in ufficio cancellando ruoli tradizionali.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene29 Ottobre 2025
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Il colosso dell'e-commerce si prepara ai più grossi tagli al personale della sua storia
Il colosso dell'e-commerce si prepara ai più grossi tagli al personale della sua storia (fonte: Unsplash)

Amazon si prepara a uno dei più grandi tagli di personale della sua storia. Secondo quanto riportato da Reuters, Wall Street Journal e altre testate internazionali, il colosso dell’e-commerce avvierà a partire da questa settimana una massiccia ondata di licenziamenti che potrebbe coinvolgere fino a 30.000 dipendenti corporate. Si tratta del 10% circa della forza lavoro impiegatizia dell’azienda, stimata in 350.000 unità secondo i dati presentati alla Commissione per le Pari Opportunità di Impiego degli Stati Uniti nel 2024.

Amazon ha declinato ogni commento a riguardo, ma le fonti citate concordano tutte sul numero dei licenziamenti previsti. Se confermata, questa decisione rappresenterebbe la più grande riduzione di organico mai attuata dall’azienda di Seattle, superando i 27.000 tagli effettuati nel 2022 e 2023 distribuiti su diversi mesi. Le azioni della società, che pubblicherà i risultati trimestrali questa settimana, hanno registrato un rialzo dell’1,2% lunedì, suggerendo che il mercato vede favorevolmente le misure di contenimento dei costi.

I licenziamenti dovrebbero colpire una vasta gamma di divisioni aziendali, inclusi i reparti delle risorse umane (noto internamente come People Experience and Technology), dispositivi e servizi, operazioni e vendite. Secondo Fortune, fino al 15% dei ruoli nelle risorse umane potrebbero essere eliminati. I manager dei team interessati avrebbero ricevuto lunedì una formazione specifica su come comunicare con il personale, in vista delle notifiche via email previste per martedì mattina.

Ma cosa sta spingendo Amazon a una riduzione così drastica del personale corporate? La risposta si trova nell’intersezione tra le conseguenze dell’espansione pandemica e l’avanzata dell’intelligenza artificiale. Come molte aziende tecnologiche, Amazon ha assunto in modo aggressivo durante la pandemia di Covid-19 per far fronte all’esplosione della domanda di servizi digitali e consegne online. Quel boom si è rivelato temporaneo e l’amministratore delegato Andy Jassy ha da tempo avviato un’iniziativa per ridurre quella che ha definito un’eccessiva burocrazia aziendale.

A giugno 2025, Jassy aveva già avvertito esplicitamente i dipendenti che l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale avrebbe inevitabilmente portato a tagli occupazionali. In una nota interna, il CEO ha spiegato che gli agenti AI, capaci di svolgere compiti in modo autonomo, e i sistemi di AI generativa come i chatbot richiederanno meno personale in alcune aree. “Avremo bisogno di meno persone per alcuni lavori che vengono svolti oggi, e di più persone che fanno altri tipi di lavori”, aveva dichiarato Jassy, aggiungendo che nei prossimi anni questo porterà a una riduzione della forza lavoro complessiva.

Il CEO ha anche lanciato un’iniziativa per snellire la struttura manageriale dell’azienda, riducendo il numero di quadri intermedi. Ha persino introdotto una linea anonima per segnalare inefficienze che ha generato circa 1.500 risposte e portato a oltre 450 cambiamenti nei processi aziendali, secondo quanto dichiarato all’inizio dell’anno. Questa strategia riflette la visione di Jassy secondo cui l’innovazione tecnologica, in particolare l’AI, consentirà guadagni di efficienza che renderanno superflue molte posizioni tradizionali.

I’m afraid Amazon’s 30,000 job cuts are just the beginning.

Leaked documents reveal the company’s robotics team plans to automate 75% of operations potentially replacing 600,000 warehouse workers by 2033.

Amazon is already drafting PR strategies to brace for the backlash. pic.twitter.com/dQEXBSWrHb

— StockMarket.News (@_Investinq) October 27, 2025

Amazon non è sola in questa tendenza. Altri giganti della tecnologia hanno seguito percorsi simili, ritirando le massicce assunzioni effettuate durante la pandemia. Microsoft, Meta (società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp) e Alphabet (che controlla Google e YouTube) hanno tutte licenziato decine di migliaia di lavoratori negli ultimi tre anni. Il settore tecnologico nel suo complesso sta attraversando una fase di consolidamento dopo l’espansione frenetica degli anni pandemici.

Nonostante la portata significativa di questi licenziamenti per i dipendenti coinvolti e per il settore corporate, è importante contestualizzarli rispetto alle dimensioni complessive di Amazon. Con oltre 1,55 milioni di dipendenti in tutto il mondo tra magazzini e uffici, i 30.000 tagli rappresentano meno del 2% della forza lavoro totale. Tuttavia, l’impatto psicologico e sociale di questa decisione va ben oltre i numeri: questi licenziamenti colpiscono manager, professionisti qualificati e lavoratori dai cosiddetti colletti bianchi, categorie tradizionalmente considerate più protette dall’automazione.

La situazione evidenzia una preoccupazione crescente nel mercato del lavoro statunitense e globale: l’intelligenza artificiale non sta sostituendo solo i lavori manuali o ripetitivi, ma sta iniziando a erodere anche posizioni professionali che richiedono competenze specializzate. I segnali di indebolimento del mercato del lavoro americano, particolarmente evidenti tra i giovani lavoratori del settore tech, alimentano timori diffusi sul futuro dell’occupazione nell’era dell’automazione intelligente.

Tuttavia, alcuni esperti di intelligenza artificiale sostengono che molte di queste paure non sono supportate da ricerche sostanziali e che l’impatto reale dell’AI sul lavoro sarà più sfumato di quanto si tema. Piuttosto che eliminare completamente le professioni, l’AI potrebbe trasformarle, richiedendo nuove competenze e creando opportunità in aree emergenti. La sfida per aziende come Amazon sarà trovare un equilibrio tra efficienza operativa e responsabilità sociale, mentre i lavoratori dovranno adattarsi a un panorama professionale in rapida evoluzione.

Per i 30.000 dipendenti Amazon che riceveranno le notifiche di licenziamento questa settimana, queste considerazioni macro-economiche offriranno scarsa consolazione. Resta da vedere se Amazon offrirà pacchetti di uscita generosi o programmi di riqualificazione professionale, come hanno fatto altre aziende tech in situazioni simili. Ciò che è certo è che questa ondata di licenziamenti segnerà un momento significativo nella trasformazione del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, ponendo interrogativi urgenti su come le società gestiranno la transizione verso economie sempre più automatizzate.

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