Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti venderanno i caccia F-35 all’Arabia Saudita. La notizia è arrivata durante la visita del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman alla Casa Bianca, avvenuta ieri. Si tratta di una decisione importante che potrebbe cambiare gli equilibri militari in Medio Oriente.
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L’F-35 Lightning è considerato il caccia più avanzato degli Stati Uniti. È un aereo da combattimento con caratteristiche tecnologiche all’avanguardia che lo rendono quasi invisibile ai radar nemici. Questa capacità si chiama “stealth”, ovvero furtività, ed è ottenuta grazie a rivestimenti speciali che assorbono le onde radar. L’aereo è dotato anche di sensori sofisticati che permettono ai piloti di individuare i nemici a grande distanza e di comunicare in tempo reale con altri aerei e truppe a terra durante le operazioni militare.
Progettato negli anni Novanta per sostituire vecchi caccia come l’F-16, l’F-35 può svolgere diverse missioni durante lo stesso volo, passando dal bombardamento al combattimento aereo senza problemi. Esistono diverse versioni: una per l’aeronautica, una che decolla dalle portaerei della marina e una per i marines che può atterrare verticalmente come un elicottero.
L’F-35 è però anche il programma militare più costoso della storia americana. Ogni aereo costa circa 77 milioni di dollari e sono già stati costruiti più di 1.200 esemplari. Il problema principale? Fin dall’inizio il progetto ha accumulato ritardi e spese impreviste. Secondo un rapporto governativo, mantenere e aggiornare i circa 2.470 aerei previsti nei prossimi decenni costerà oltre 2.000 miliardi di dollari.
Gli esperti sono divisi sulla sua efficacia. Alcuni sostengono che i suoi sistemi avanzati lo rendano indispensabile per la sicurezza, mentre altri criticano il fatto che l’aereo richieda moltissima manutenzione e non sia sempre pronto a volare quando serve. Nel 2023, ad esempio, solo il 55% degli F-35 era in grado di completare le missioni assegnate, ben sotto gli obiettivi stabiliti dal programma.
La decisione di Trump potrebbe modificare gli equilibri di potere nella regione, rafforzando l’Arabia Saudita come potenza mediorientale. Fino ad oggi, Israele era l’unico paese del Medio Oriente a possedere questi caccia avanzati. Le autorità israeliane hanno chiesto che la vendita sia condizionata alla normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele, ma Trump non ha menzionato questa possibilità nel suo annuncio.
C’è anche un altro timore: che la Cina, principale partner commerciale dell’Arabia Saudita, possa in qualche modo accedere alla tecnologia americana contenuta negli aerei. Nel 2013 un rapporto aveva già rivelato che attacchi informatici cinesi avevano rubato dati su decine di programmi militari americani, incluso l’F-35. Tuttavia, gli esperti sottolineano che i sistemi vengono continuamente aggiornati e che, se la tecnologia fosse davvero compromessa, paesi come l’Arabia Saudita non sarebbero interessati all’acquisto.
Attualmente 19 nazioni alleate degli Stati Uniti possiedono o hanno ordinato l’F-35. La vendita all’Arabia Saudita deve ancora passare attraverso controlli governativi e l’approvazione del Congresso americano, ma l’amministrazione Trump sembra intenzionata a portarla a termine nei prossimi anni.



