Per capire quanto si sia scaldato il nostro pianeta, gli scienziati hanno bisogno di un punto di riferimento, una temperatura considerata “normale” prima che l’attività umana iniziasse a inquinare. Finora, questo punto di riferimento è stato fissato all’anno 1850. Un nuovo e rivoluzionario studio condotto da scienziati britannici sta però mettendo in discussione questa data. I ricercatori hanno creato un nuovo archivio di dati, chiamato GloSAT, che non parte dal 1850, ma torna indietro fino al 1781. Questo ampliamento del periodo storico ha rivelato una verità cruciale: la Terra era molto più fredda di quanto pensassimo tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento.
La scelta del 1850 era stata dettata dalla disponibilità di informazioni e misurazioni precise. Ma gli scienziati sanno bene che la Rivoluzione Industriale, con le sue fabbriche e l’uso delle prime macchine a vapore, è iniziata molto prima, già alla fine del 1700. In quel periodo, l’uso massiccio di carbone e la deforestazione per l’agricoltura avevano già fatto aumentare i gas serra nell’atmosfera del 2,5 per cento.
Questo riscaldamento iniziale, avvenuto tra il 1750 e il 1850, non era mai stato pienamente calcolato nei modelli climatici tradizionali. Secondo i ricercatori, l’attività umana potrebbe aver causato tra 0,1 e 0,2 gradi di riscaldamento già in quel periodo.

Non tutto il riscaldamento, però, è colpa dell’uomo. I nuovi dati hanno anche evidenziato l’impatto di due gigantesche eruzioni vulcaniche all’inizio del 1800 (tra cui quella del Tambora nel 1815). Le particelle rilasciate dai vulcani si diffusero nell’atmosfera, bloccando la luce solare e causando un forte raffreddamento naturale in quel periodo. Parte del riscaldamento registrato successivamente è stato semplicemente il recupero del clima da questo “effetto freddo” vulcanico.
Per ricostruire il clima di quasi tre secoli fa, gli scienziati hanno usato i registri storici conservati da osservatori, spesso religiosi, che avevano l’abilità di scrivere e misurare con strumenti precisi. Il record più antico e continuo, che risale al 1781, proviene da un osservatorio sulle Alpi bavaresi, dove i chierici agostiniani iniziarono a registrare le temperature. Quel singolo registro mostra che l’area ha vissuto un riscaldamento regionale di quasi 3 gradi in poco più di due secoli.
Questa ricerca, pubblicata su riviste scientifiche importanti, suggerisce un cambiamento cruciale: per valutare correttamente l’attuale emergenza climatica (che ci vede vicini a +1,5°C), dobbiamo considerare che il riscaldamento è iniziato prima e che la Terra era in partenza più fredda. Questo rende l’entità del riscaldamento globale causato dall’uomo ancora più significativo.



