C’è un’azienda a Milano che ha un obiettivo quasi folle: diventare la società più preziosa della storia italiana, superando giganti come Luxottica. Si chiama Bending Spoons e, anche se il nome potrebbe non dirti nulla, sicuramente conosci i suoi prodotti o le app che ha comprato, come Evernote, WeTransfer o il mitico portale AOL e da qualche giorno anche Eventbrite. Fondata nel 2013 da un gruppo di ragazzi, tra cui l’attuale guida, Luca Ferrari, 40 anni, oggi questa realtà vale ben 11 miliardi di dollari, una cifra che la piazza tra le regine assolute del mondo tecnologico europeo.
La loro strategia è molto originale: non inventano quasi mai nulla da zero, ma comprano aziende famose che però sono rimaste “bloccate” in una fase di stallo. Gli esperti le chiamano “aziende zombie”: marchi storici che hanno ancora milioni di utenti ma che non riescono più a crescere. Bending Spoons le acquista, spesso a prezzi scontati, e applica una “cura” radicale: migliora la tecnologia, taglia i costi inutili e ottimizza i prezzi. Solo nel 2025 hanno investito 4 miliardi di dollari in acquisizioni, un ritmo che nessuno in Europa riesce a tenere.
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Questa scalata verso il successo, però, non è priva di critiche. Il metodo di Bending Spoons è famoso per essere molto duro: quando comprano un’azienda, spesso licenziano gran parte del personale originale per sostituirlo con un team ristretto di talenti scelti tra migliaia di candidati. Per Ferrari, questo è l’unico modo per eccellere davvero: puntare tutto sul fattore umano e sulla qualità estrema, senza lasciare nulla al caso o alla fortuna. Nonostante le polemiche sui tagli al personale, l’azienda è stata spesso premiata come uno dei migliori posti in cui lavorare in Italia per i giovani talenti.
Bending Spoons è anche l’azienda che ha sviluppato gratuitamente Immuni, l’app per il tracciamento dei contatti durante la pandemia. Anche se quell’esperienza non è stata un successo di massa, ha dimostrato la capacità tecnica della società. Oggi il loro sguardo è rivolto all’intelligenza artificiale, che Ferrari definisce potente e pericolosa quanto una bomba atomica. L’obiettivo finale resta chiaro: dare una scossa alla cultura imprenditoriale italiana, dimostrando che con pragmatismo e ambizione si può costruire un impero capace di sfidare i colossi della Silicon Valley.



