L’attesa per vedere il nuovo “occhio” italiano nello spazio si prolunga. Il lancio del satellite Cosmo-SkyMed di seconda generazione, uno dei fiori all’occhiello della nostra tecnologia aerospaziale, è stato sospeso per la seconda volta consecutiva. Il countdown definitivo, che avrebbe dovuto esserci oggi 29 dicembre alle 03:09 italiane, è stato bloccato da SpaceX, l’azienda di Elon Musk incaricata del trasporto in orbita. La causa? Alcuni controlli necessari ai sistemi di terra che hanno spinto i tecnici a fermare tutto per garantire la massima sicurezza.
Non è il primo ostacolo che questa missione incontra sulla rampa di lancio della base di Vandenberg, in California. Già il 28 dicembre le operazioni erano state interrotte a causa di un guasto idraulico ai morsetti che tengono bloccato il razzo prima della partenza. Al momento, la Federal Aviation Administration (l’autorità del volo americana) suggerisce che il prossimo tentativo non avverrà prima della serata del 30 dicembre locale, il che significa che noi in Italia potremmo festeggiare il lancio proprio il 31 dicembre, allo scoccare del nuovo anno.

Questo satellite non è solo un pezzo di ferro orbitante, ma una vera e propria eccellenza del Made in Italy. Gran parte dei suoi componenti tecnologici più avanzati è stata realizzata nello stabilimento di Thales Alenia Space all’Aquila, una struttura all’avanguardia che ha saputo rialzarsi e diventare un centro di riferimento mondiale dopo il sisma del 2009. Ma il legame con l’Abruzzo non finisce qui: una volta che il satellite sarà nello spazio, sarà il Centro Spaziale del Fucino a gestire il controllo dei dati e la telemetria, confermando la regione come una vera “Space Valley” italiana.
Cosmo-SkyMed è un sistema di osservazione della Terra tra i più potenti al mondo. Grazie alla tecnologia radar ad apertura sintetica, può “vedere” attraverso le nuvole, la pioggia e persino nel buio più totale.
È in grado di scattare immagini con un dettaglio di soli 35 centimetri, permettendo di monitorare la stabilità di ponti, edifici e terreni a rischio frana. Viene utilizzato sia per scopi civili (gestione di alluvioni, incendi e controllo delle coste) sia per scopi militari dal Ministero della Difesa. A bordo, poi, ospita un sistema laser dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che permette di conoscere la sua posizione esatta con un margine di errore piccolissimo.
L’aggiunta di questo nuovo componente ai quattro già operativi renderà la costellazione italiana ancora più reattiva, capace di inquadrare qualsiasi zona del pianeta in tempi record. Nonostante questi piccoli ritardi tecnici, che sono la norma nel complesso mondo delle missioni spaziali, l’Italia si conferma leader globale in un settore che unisce sicurezza nazionale, sostenibilità e alta ingegneria.
