La scomparsa di Brigitte Bardot ha dominato le testate di tutto il mondo, ma non tutti hanno gradito l’omaggio corale tributato all’icona del cinema francese. Tiziana Ferrario, storico volto del giornalismo televisivo italiano, ha scelto i social media per esprimere un giudizio netto e controcorrente sulla figura della “B.B.” nazionale, mettendo in discussione le ragioni di tanta attenzione mediatica.
Non si ha alcun merito nel nascere belli, come è toccato a #BrigitteBardot. Conta ciò che si fa nella vita. Lei ha fatto l’attrice,ha avuto successo e collezionato mariti, per il resto si è occupata dei suoi gatti. Perchè così tanto inchiostro versato su di lei in queste ore?
non si ha alcun merito nel nascere belli,come è toccato a #BrigitteBardot. Conta ciò che si fa nella vita. Lei ha fatto l’attrice,ha avuto successo e collezionato mariti, per il resto si è occupata dei suoi gatti. Perchè così tanto inchiostro versato su di lei in queste ore? pic.twitter.com/DX0zDluVGP
— tiziana ferrario 🇮🇹🇪🇺🌍 (@TizianaFerrario) December 29, 2025
Attraverso un post pubblicato sulla piattaforma X, la Ferrario ha sollevato un dubbio sulla reale caratura del personaggio Bardot, sottolineando che l’aspetto estetico non dovrebbe essere considerato un valore di per sé. Secondo la giornalista, nascere con una bellezza straordinaria è un puro caso genetico e non costituisce un merito personale. Il fulcro del suo attacco risiede nell’idea che nella memoria collettiva dovrebbe pesare solo ciò che una persona realizza concretamente durante la propria esistenza, piuttosto che l’immagine riflessa sullo schermo.
La Ferrario ha ridimensionato la biografia della Bardot a una carriera cinematografica di successo e a una vita sentimentale movimentata, descrivendo il suo impegno post-ritiro come un semplice occuparsi dei propri gatti. In sintesi, la giornalista si è chiesta perché sia stato “versato così tanto inchiostro” per una figura che, a suo avviso, non avrebbe lasciato un’impronta civile o sociale tale da giustificare un’eco così vasta.
Le parole della giornalista hanno immediatamente innescato una vivace discussione online. Molti utenti hanno risposto al post utilizzando la funzione delle “Note della collettività” di X, uno strumento che permette di aggiungere informazioni di contesto a messaggi ritenuti incompleti o parziali. In queste note, è stato ricordato che la carriera di Brigitte Bardot non è stata solo una questione di estetica, ma ha segnato la storia del cinema con quasi 50 pellicole e prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il David di Donatello e la nomina ai BAFTA.
Oltre ai meriti artistici, il pubblico digitale ha voluto evidenziare lo spessore dell’impegno civile dell’attrice. Dopo aver abbandonato le scene all’apice della fama, la Bardot si è dedicata interamente alla tutela degli animali, ricevendo premi dalle Nazioni Unite e istituendo una fondazione che oggi erediterà l’intero patrimonio della diva.
L’intervento di Tiziana Ferrario ha sollevato un tema ricorrente nel dibattito culturale: il confine tra la celebrazione di un’icona di stile e il riconoscimento di un valore sociale profondo. Se per la giornalista la figura della Bardot rimane confinata nel perimetro dell’apparire e di una vita privata “da rotocalco”, per gran parte dell’opinione pubblica e della critica la scomparsa dell’attrice rappresenta la fine di un’era in cui il cinema si è intrecciato con l’attivismo e la rottura di tabù sociali.
Nonostante la Ferrario abbia ribadito che “conta ciò che si fa nella vita”, la risposta corale della rete ha cercato di dimostrare che, dietro l’immagine della “bella senz’anima”, esisteva una donna capace di influenzare la cultura del Novecento e di destinare le proprie risorse a cause filantropiche globali.
