Un ambiente raccolto, illuminato da candele e tonalità dorate, ha fatto da cornice a un evento fuori dal comune. Sabato 10 gennaio, Michael O’Reilley, di 77 anni, e Linda Feldman, di 78, hanno celebrato nuovamente la loro unione. Il rito si è svolto al The Ivy on Dwight Way a Berkeley, la struttura specializzata nella cura della memoria dove Michael risiede da quando la demenza senile ha iniziato a condizionare la sua esistenza.
Il loro primo matrimonio risale al 1987. A distanza di quasi quattro decenni, Linda ha deciso di confermare il suo impegno verso il marito, nonostante la patologia abbia eroso gran parte del loro vissuto comune. A Michael è stato diagnosticato l’Alzheimer circa sette anni fa; da quel momento, la sua percezione della realtà e delle persone che lo circondano è diventata estremamente frammentaria e incostante.
“Posso allontanarmi un istante e, al mio ritorno, trovarmi di fronte a una persona del tutto diversa”, ha spiegato Linda alla testata Berkeleyside. Tuttavia, tra le molteplici difficoltà che questa condizione neurologica comporta, un dettaglio resta immutato: ogni volta che Michael incrocia lo sguardo di Linda, la sua espressione cambia e il suo volto riprende improvvisamente vigore.

Alla vigilia delle seconde nozze, Michael si trovava nel salone comune della residenza quando ha visto entrare la moglie. Si è alzato prontamente per accoglierla con un bacio. “Ti amo Linda“, le ha sussurrato. “Ti amo anche io, Michael“, ha replicato lei, “immensamente“. Michael, stringendole il volto tra le mani, ha poi aggiunto un complimento sulla sua bellezza, dimostrando una lucidità emotiva sorprendente.
Durante la funzione, Michael è arrivato sottobraccio al suo assistente, prendendo posto accanto a Linda. Saputo che la consorte voleva rivolgergli un discorso, ha accolto la notizia con entusiasmo. Linda ha colto l’occasione per esprimere gratitudine al personale sanitario, per poi ripercorrere le tappe della loro vita e menzionare i tre figli avuti da precedenti unioni.
Ricordando gli anni passati, Linda si è definita una donna spesso preoccupata, contrapponendola alla natura intraprendente di Michael. Lui, ex sportivo ed ex poliziotto poi diventato avvocato, aveva persino valutato la via del sacerdozio. “Il nostro legame ha resistito grazie alla costanza e all’ironia“, ha dichiarato Linda. “Abbiamo sempre amato scherzare insieme”.
“Sì, è andata proprio così”, ha confermato Michael, scatenando l’ilarità dei presenti. Quando Linda gli ha sussurrato che è stato un compagno di vita eccezionale, lui ha chiesto quasi incredulo: “Davvero?“. “Certamente“, ha risposto lei, prima che i due si scambiassero un bacio davanti agli invitati, sigillando nuovamente la loro promessa.
La vicenda di questa coppia è un esempio di come i sentimenti profondi possano sopravvivere al declino della memoria. In un’epoca in cui l’Alzheimer rappresenta una sfida per milioni di persone, questo matrimonio ricorda che le connessioni affettive possono restare stabili, collocate in un’area dell’animo che non viene intaccata dalla perdita delle nozioni logiche o dei ricordi passati.



