Dopo settimane di tensioni, Mediaset ha rotto il silenzio con un comunicato ufficiale che non lascia spazio a dubbi. L’azienda della famiglia Berlusconi ha preso una posizione netta sullo scontro tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini: “La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”.
La dichiarazione arriva dopo che il giudice Roberto Pertile del Tribunale civile di Milano ha bloccato la pubblicazione di nuove rivelazioni su Falsissimo, il programma web dell’ex re dei paparazzi. Corona deve anche rimuovere tutto il materiale già pubblicato su Signorini, il conduttore del Grande Fratello: chat private, video e foto.

Nel comunicato, l’azienda televisiva attacca frontalmente il modo di operare di Corona. Quanto pubblicato online “non ha nulla a che vedere con la verità, ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero”, si legge nella nota ufficiale.
Mediaset definisce il materiale diffuso come “reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento”. Le menzogne, secondo l’azienda, danneggiano non solo la reputazione di una società quotata in Borsa, ma anche la dignità di tante persone e delle loro famiglie.
La decisione giudiziaria aveva fatto infuriare Corona, che aveva annunciato uno spostamento del focus dal “Sistema Signorini” al “Sistema Mediaset”. Questa minaccia ha spinto l’azienda televisiva ad abbandonare il profilo basso mantenuto fino a quel momento.
Il comunicato prosegue con un’accusa precisa: “Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto“.
Mediaset ha annunciato che respingerà tutte le accuse in ogni sede competente, impegnandosi a tutelare le persone coinvolte, gli artisti, i professionisti e l’intera azienda, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni campagna d’odio mascherata da libertà di parola.
Il giudice ha stabilito che Corona deve depositare alla cancelleria del Tribunale di Milano tutti i supporti fisici contenenti documenti, immagini e video relativi alla sfera privata di Alfonso Signorini. Una decisione che l’avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona, ha definito “un bavaglio totale”.
In caso di violazione delle disposizioni del giudice, Corona dovrà pagare 2.000 euro per ciascuna singola violazione, somma moltiplicata per ogni giorno di ritardo. Deve inoltre coprire le spese legali, pari a circa 9.000 euro.
Alla posizione di Mediaset si sono aggiunte le dichiarazioni di Carlo Bartoli e Alessandra Costante, rispettivamente presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti e segretaria generale della Fnsi. I due hanno commentato: “La sentenza conferma che non esiste un diritto a diffamare e che pure influencer e personaggi di spicco della rete devono rispettare la legge”.
Bartoli e Costante hanno evidenziato come sia positivo il fatto che anche le grandi piattaforme che lucrano profitti sfruttando l’odio online possano finalmente essere chiamate a rispondere di diffamazione.
I rappresentanti degli organismi di categoria hanno respinto l’appello al diritto di cronaca evocato da Corona: “È un richiamo stonato, non essendo lui un giornalista e non essendo Falsissimo una testata registrata. Non di censura si tratta, ma di una sentenza che ha per oggetto un’attività meramente commerciale che niente ha a che vedere con l’informazione”.
Corona, dal canto suo, ha promesso che andrà avanti e ha annunciato che nella puntata del 26 gennaio avrebbe parlato del “Sistema Mediaset”, facendo i nomi di Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi.



