Per la prima volta dall’ottobre scorso, il museo parigino mostra pubblicamente cosa è rimasto della corona dell’imperatrice Eugenia dopo la spettacolare rapina alla Galleria di Apollo. Le immagini rivelano un gioiello profondamente schiacciato, ma sorprendentemente recuperabile.
Il 19 ottobre 2025, una banda di quattro persone aveva fatto irruzione nel Louvre usando un montacarichi per raggiungere una finestra al primo piano. Dopo aver tagliato le teche con una smerigliatrice, i rapinatori si erano impossessati di otto gioielli storici della corona francese per un valore complessivo di 88 milioni di euro. La corona di Eugenia, però, è stata persa durante la fuga precipitosa e trovata poche ore dopo sul pavimento, proprio ai piedi delle vetrine svuotate.
Le foto diffuse dal museo mostrano una struttura metallica completamente deformata. La causa principale del danno è duplice: prima l’estrazione violenta dalla teca attraverso un’apertura troppo stretta creata con la smerigliatrice, poi un secondo impatto quando la corona è caduta a terra. Uno degli archi si è spezzato ancora dentro la galleria, mentre quattro delle otto decorazioni a palmetta (composte da diamanti e smeraldi) sono state strappate via.
La perdita più significativa riguarda una delle otto aquile d’oro che circondavano il perimetro della corona, simbolo imperiale fin dai tempi di Napoleone I. Questi elementi, realizzati dai maestri orafi August e Joseph Fannière, erano tra i dettagli più iconici del gioiello.
Nonostante l’aspetto drammatico, il bilancio è meno tragico del previsto. Tutti e 56 gli smeraldi originali sono ancora al loro posto. Dei 1.354 diamanti che decoravano la corona, ne mancano solo una decina di dimensioni “molto piccole”, mentre altri nove si sono staccati ma sono stati recuperati e conservati. La sfera centrale di diamanti e smeraldi è rimasta perfettamente intatta.

Olivier Gabet, responsabile del dipartimento degli Oggetti d’Arte del Louvre, ha dichiarato che la corona potrà essere restaurata completamente senza necessità di ricostruzioni o sostituzioni: basterà “rimetterla in forma”. Un risultato quasi miracoloso, considerando la violenza dell’episodio.
Il museo non ha ancora selezionato l’artigiano che si occuperà del lavoro. Come previsto dalla legge francese sul patrimonio, sarà indetta una gara d’appalto aperta solo a restauratori accreditati. Un comitato consultivo di esperti, presieduto dalla direttrice del Louvre Laurence des Cars, accompagnerà ogni fase del processo.
A sostenere il progetto ci saranno cinque grandi maison di gioielleria francese: Chaumet, Cartier, Boucheron, Mellerio e Van Cleef & Arpels, che fin dal giorno successivo al furto si sono offerte di mettere a disposizione la loro competenza professionale per salvare questo simbolo della storia francese.
La corona fu commissionata nel 1855 dall’imperatore Napoleone III al gioielliere ufficiale Alexandre Gabriel Lemonnier in vista dell’Esposizione Universale di Parigi. L’obiettivo era mostrare al mondo la ricchezza e la potenza della Francia imperiale. Per la realizzazione collaborarono lo scultore François Gilbert (che modellò le aquile dalle lunghe ali) e il maestro gioielliere Pierre Maheu.
Eugenia de Montijo, moglie di Napoleone III e ultima imperatrice di Francia, non fu mai formalmente incoronata, ma la corona divenne comunque uno dei simboli del suo potere. Dopo la caduta dell’Impero nel 1870, il gioiello fu restituito a Eugenia nel 1875, salvandosi così dalla distruzione che colpì invece la corona dell’Imperatore durante la vendita dei Diamanti della Corona francese nel 1887.
Nel 1988 la corona fu acquistata dal Louvre per circa 13,5 milioni di dollari (oltre 35 milioni di dollari attuali). Oggi vale diverse decine di milioni di euro.
Mentre la corona attende pazientemente il suo restauro, gli altri otto gioielli rubati restano ancora dispersi. Le indagini hanno portato finora all’arresto di sette persone, ma della refurtiva non c’è ancora traccia.



