Una chiusura improvvisa e inaspettata ha segnato la fine dell’avventura italiana di Hamleys, il più antico e famoso negozio di giocattoli al mondo. Domenica 2 febbraio, oltre 50 dipendenti hanno ricevuto in videocall l’annuncio della chiusura immediata dei tre megastore presenti in Italia: quello della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, della Galleria Sordi a Roma e dell’Orio Center di Bergamo. Già da martedì 3 febbraio le serrande sono rimaste definitivamente abbassate.
La motivazione ufficiale comunicata ai lavoratori parla di una situazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria, una formula che ha lasciato decine di persone senza certezze sul proprio futuro occupazionale. La catena londinese, fondata nel 1760 da William Hamley e fornitrice storica della Casa reale britannica, aveva fatto il suo ingresso nel mercato italiano solo di recente, con inaugurazioni da sogno che avevano suscitato grande entusiasmo.
Il primo negozio aveva aperto a Milano nel 2023, seguito nel 2024 dallo store di Roma nel cuore della capitale, a due passi da Palazzo Chigi. A gestire la partnership con l’azienda di origine scozzese era stato il Gruppo Giochi Preziosi, lo stesso che fino a poco tempo fa aveva annunciato ambiziosi piani di espansione con l’apertura di almeno una decina di punti vendita in tutta Italia. Questi progetti sono stati bruscamente interrotti dalla crisi finanziaria che ha portato alla chiusura dei tre negozi esistenti.
La situazione italiana si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per il brand. Già lo scorso anno, in Gran Bretagna, l’azienda aveva annunciato la chiusura di almeno 29 negozi in tutto il Paese, nonostante un fatturato in crescita. In Italia, Giochi Preziosi gestiva fino a poco tempo fa anche il punto vendita di Pompei, successivamente ceduto.
Visualizza questo post su Instagram
La reazione del sindacato Usb è stata immediata e dura. L’organizzazione ha definito la decisione improvvisa come una doccia fredda che ha lasciato decine di persone in balia di dubbi, paure e totale assenza di garanzie occupazionali. Secondo il sindacato, ai lavoratori non è stata fornita nessuna chiarezza sul futuro, nessuna prospettiva concreta e nessuna tutela reale per chi ogni giorno ha garantito professionalità, impegno e qualità del servizio.
L’azienda ha garantito che i dipendenti riceveranno lo stipendio di febbraio e che verranno attivate le procedure previste dalla legge in questi casi. Tuttavia, l’Usb ha dichiarato di pretendere trasparenza immediata, un confronto vero e soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro. Il sindacato si è impegnato ad attivarsi da subito per fare piena luce su quanto sta accadendo e per mettere in campo ogni strumento utile alla difesa delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, ribadendo che nessuno deve essere lasciato solo di fronte a questa situazione.
La chiusura dei megastore Hamleys rappresenta l’ennesimo segnale delle difficoltà che attraversa il settore del commercio al dettaglio in Italia, particolarmente per i brand internazionali che tentano di inserirsi in un mercato complesso e competitivo. Dopo appena due anni di attività, le location prestigiose scelte per gli store non sono state sufficienti a garantire la sostenibilità economica del progetto.



