Questa mattina un attentato ha sconvolto la capitale russa. Vladimir Alekseyev, tenente generale e numero due dell’intelligence militare del Cremlino, è stato colpito da diversi proiettili mentre si trovava in un palazzo residenziale nel nordovest di Mosca, vicino all’autostrada Volokolamsk. L’aggressore, dopo aver sparato, è fuggito senza lasciare tracce. Il generale è stato immediatamente ricoverato in ospedale, dove si trova in condizioni gravi.
La storia di Alekseyev è tanto affascinante quanto controversa. Nato il 24 aprile 1961 in un piccolo villaggio ucraino chiamato Holodky, nella regione di Vinnytsia, il futuro generale crebbe in una famiglia modesta: padre invalido e madre infermiera. Nonostante le difficoltà iniziali – il primo tentativo di entrare in accademia militare fallì – riuscì a farsi strada nelle forze armate russe. Si diplomò alla scuola di comando aviotrasportato di Ryazan nel 1984 e da lì iniziò la sua lunga carriera nelle Spetsnaz, le temute forze speciali del GRU (l’intelligence militare russa).
La sua scalata fu rapida: dopo aver comandato operazioni nei distretti militari di Mosca e dell’Estremo Oriente, nel 2011 raggiunse il vertice quando venne nominato primo vice capo del GRU, la seconda posizione più importante dell’agenzia di spionaggio militare. Da allora, per quindici anni, ha supervisionato alcune delle operazioni più delicate e segrete della Russia.
Nel 2017 Alekseyev ricevette la massima onorificenza russa, il titolo di Eroe della Federazione Russa, per il suo lavoro sul campo durante l’intervento militare in Siria, dove coordinò personalmente gli agenti dell’intelligence. Tuttavia, questa medaglia al valore è solo una faccia della medaglia. L’Occidente lo conosce per ragioni ben diverse.
Dal 2016 gli Stati Uniti lo hanno sanzionato per il presunto ruolo negli attacchi informatici volti a influenzare le elezioni presidenziali americane. Nel 2019 l’Unione Europea aggiunse il suo nome alla lista nera per il caso Skripal: l’avvelenamento con l’agente nervino Novichok dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia a Salisbury, in Inghilterra, un episodio che fece tremare i rapporti tra Mosca e l’Occidente. Anche il Regno Unito e il Canada lo hanno sanzionato per queste vicende.
Secondo accuse ucraine, nel 2019 avrebbe pagato dieci milioni di dollari per operazioni di interferenza nelle elezioni americane del 2020, coinvolgendo politici ucraini e persino Rudy Giuliani, l’avvocato personale dell’allora presidente Donald Trump.
Uno degli episodi più clamorosi legati ad Alekseyev risale al giugno 2023, quando Yevgeny Prigozhin, il leader della compagnia militare privata Wagner, organizzò una ribellione contro i vertici militari russi e marciò verso Mosca. In quel momento critico, Alekseyev apparve in un video condannando duramente la mossa di Prigozhin, definendola un tradimento al paese e al presidente Putin.
Poche ore dopo, però, lo stesso Alekseyev insieme al viceministro della Difesa fu inviato a Rostov-sul-Don per negoziare con Prigozhin. Durante il faccia a faccia, quando il capo della Wagner chiese di consegnare il ministro della Difesa Sergei Shoigu e il capo di stato maggiore Valery Gerasimov, Alekseyev rispose semplicemente: “Puoi averli”. Una frase che rivelò quanto fossero profonde le fratture interne all’esercito russo. Prigozhin morì pochi mesi dopo in un misterioso incidente aereo.
Un dettaglio carico di ironia: Alekseyev, che oggi coordina operazioni contro l’Ucraina nella guerra in corso, è nato proprio in territorio ucraino e di etnia ucraina. L’ultima volta che tornò nel suo villaggio natale fu nel settembre 2014, proprio quando iniziava la guerra nel Donbass, per il funerale di sua madre. Da allora, la distanza tra le sue origini e il suo ruolo nel conflitto è diventata ancora più stridente.
Dopo l’invasione russa del febbraio 2022, fonti ucraine hanno identificato Alekseyev come il principale responsabile delle operazioni di intelligence sul campo di battaglia ucraino. Ha partecipato anche ai negoziati per l’accordo sul corridoio dei cereali del Mar Nero nel luglio 2022, dimostrando il suo peso nelle questioni strategiche più delicate.
L’attacco di oggi arriva in un momento particolarmente delicato: appena un giorno dopo i colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi, guidati dal capo del GRU Igor Kostyukov, superiore diretto di Alekseyev. Il governo russo ha immediatamente avviato indagini, e il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che “le agenzie di intelligence stanno lavorando al caso”, auspicando la guarigione del generale.
Mosca ha già puntato il dito contro Kiev, sostenendo che l’attentato miri a far saltare i negoziati di pace. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, diversi alti ufficiali russi sono stati uccisi in circostanze misteriose, e alcuni di questi omicidi sono stati rivendicati dall’intelligence ucraina. L’ultimo caso eclatante risale al 22 dicembre 2025, quando il generale Fanil Sarvarov morì in un’esplosione sotto la sua auto.



