Il Festival di Sanremo 2026 perde uno dei suoi protagonisti prima ancora di iniziare. Andrea Pucci, il comico milanese scelto da Carlo Conti per affiancarlo sul palco dell’Ariston, ha ufficialmente annunciato il suo ritiro. La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno dopo giorni di durissime contestazioni online e politiche. Al centro della bufera ci sono alcuni sketch del passato, giudicati da molti utenti e da diversi esponenti politici come omofobi, sessisti e razzisti. In particolare, è tornata a galla una vecchia battuta del 2022 rivolta a Tommaso Zorzi che aveva già sollevato un polverone mediatico.

La nomina di Pucci aveva scatenato una reazione immediata anche in ambito istituzionale. Alcuni parlamentari avevano definito la scelta dello showman un segnale di una deriva politica della TV di Stato, accusando il comico di utilizzare una volgarità discriminatoria mascherata da ironia. Le critiche si sono presto trasformate in un attacco frontale sui social, coinvolgendo non solo l’artista ma anche i suoi affetti più cari. Di fronte a questa escalation di ostilità, Pucci ha preferito fare un passo indietro per tutelare ei suoi familiari.
“Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili. Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Esiste l’uomo di destra e l’uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico. Io non ho mai odiato nessuno. A 61 anni, dopo quello che mi è accaduto fisicamente, non sento di dovermi confrontare in una lotta intellettualmente impari che non mi appartiene“.
Il ritiro di Pucci lascia un buco nel cast del Festival che Carlo Conti dovrà colmare in tempi record. Il conduttore, che aveva accolto Pucci con la solita ironia, si trova ora a gestire una situazione complessa.



