Il calendario della Formula 1 2026 subisce una drastica modifica a causa dell’escalation del conflitto nel Golfo Persico, che ha portato alla cancellazione ufficiale dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita previsti per aprile. La decisione, presa per garantire la sicurezza di team e spettatori, riduce il numero complessivo delle gare da 24 a 22, lasciando un vuoto di un mese nella programmazione iridata. Stefano Domenicali, CEO di Formula 1, ha confermato che non sono previste sostituzioni con altri circuiti per motivi logistici, nonostante la disponibilità di tracciati storici come quello di Imola.
The Bahrain and Saudi Arabian Grands Prix will not take place in April
Due to the ongoing situation in the Middle East the Grands Prix, alongside F2, F3, and F1 Academy rounds, will not take place as scheduled
While alternatives were considered, no substitutions will be made in… pic.twitter.com/wsgXUR2FKn
— Formula 1 (@F1) March 14, 2026
Le tappe inizialmente previste sui circuiti di Sakhir e Jeddah, programmate rispettivamente per i weekend del 12 e del 19 aprile 2026, sono state rimosse definitivamente dal programma stagionale. Il coinvolgimento dell’Iran e la tensione crescente nell’area del Golfo hanno reso impossibile lo svolgimento degli eventi in condizioni di serenità.
Nel comunicato rilasciato dai vertici della categoria, Stefano Domenicali ha sottolineato come, nonostante il rammarico per la scelta, la priorità assoluta resti la tutela di chi lavora nel circus. Il Presidente ha ringraziato la FIA e gli organizzatori locali per la collaborazione e la maturità dimostrata in un momento così critico, ribadendo la volontà di tornare a correre in quelle regioni non appena lo scenario internazionale lo consentirà.
Perché i GP non verranno rimpiazzati
Sebbene la notizia abbia scosso gli appassionati, molti speravano in un recupero delle date attraverso circuiti di riserva pronti a subentrare. Tuttavia, la Formula 1 ha chiarito che il calendario passerà a 22 appuntamenti complessivi. Anche se piste come quella di Imola avevano manifestato il desiderio di ospitare un evento extra, la complessità logistica legata allo spostamento delle attrezzature, delle monoposto e dei materiali via mare e via aerea ha reso impraticabile questa opzione in tempi così brevi.
Il mondiale, che ha già visto disputarsi la tappa in Australia e sta vivendo il weekend in Cina, si ritroverà quindi con un “buco” temporale senza precedenti nel mese di aprile. Dopo il Gran Premio del Giappone a fine marzo, la carovana si fermerà per oltre trenta giorni, riaccendendo i motori solo all’inizio di maggio negli Stati Uniti.
Il nuovo calendario aggiornato del 2026
Di seguito viene riportata la sequenza definitiva delle gare, tenendo conto delle cancellazioni avvenute e della ripartenza in Florida:
-
GP Australia (6-8 marzo): vinto da George Russell su Mercedes
-
GP Cina (13-15 marzo): vinto da Kimi Antonelli su Mercedes
-
GP Giappone (27-29 marzo)
-
GP Miami (1-3 maggio): Ripresa del campionato
-
GP Canada (22-24 maggio)
-
GP Monaco (5-7 giugno)
-
GP Spagna (12-14 giugno)
-
GP Austria (26-28 giugno)
-
GP Gran Bretagna (3-5 luglio)
-
GP Belgio (17-19 luglio)
-
GP Ungheria (24-26 luglio)
-
GP Olanda (21-23 agosto)
-
GP Italia (4-6 settembre)
-
GP Madrid (11-13 settembre)
-
GP Azerbaijan (24-26 settembre)
-
GP Singapore (9-11 ottobre)
-
GP Usa (23-25 ottobre)
-
GP Messico (30 ottobre-1 novembre)
-
GP Brasile (6-8 novembre)
-
GP Las Vegas (19-21 novembre)
-
GP Qatar (27-29 novembre)
-
GP Abu Dhabi (4-6 dicembre)
La decisione segna un punto di svolta per la stagione, imponendo alle scuderie di rivedere i piani di sviluppo delle vetture e la gestione dello stress fisico dei piloti, che si troveranno ad affrontare un finale di stagione estremamente compresso dopo la lunga pausa primaverile.



