La Lipu – BirdLife Italia ha lanciato un monito urgente a Comuni e privati per fermare immediatamente il taglio di alberi e siepi, poiché l’anticipo della primavera ha già dato il via alla delicata fase di nidificazione urbana. Intervenire sul verde tra marzo e agosto non è solo un danno ecologico, ma configura un vero e proprio illecito penale, poiché la legge protegge i nidi e l’habitat necessario alla crescita dei piccoli. Le autorità e l’associazione chiedono il blocco totale delle motoseghe per tutelare le oltre cento specie di uccelli che popolano i nostri centri abitati, trasformati ormai in fondamentali rifugi di biodiversità.

Nonostante il cemento, le aree urbane italiane ospitano una varietà sorprendente di volatili. Gli atlanti ornitologici confermano che in ogni città possono convivere dalle 50 alle 100 specie differenti. In queste settimane, l’attività è frenetica: gazze, cornacchie e colombacci sono impegnati nel trasporto di materiali per la costruzione dei nidi, mentre le cinciallegre ispezionano i fori nei tronchi. I canti di merli e capinere, che riempiono i parchi, non sono semplici melodie ma segnali territoriali che indicano l’inizio ufficiale della riproduzione.
La protezione della fauna non è un suggerimento etico, ma un obbligo sancito da diverse fonti giuridiche. In Italia, la Legge 157 del 1992 vieta esplicitamente di danneggiare o eliminare i nidi durante il periodo riproduttivo. A questa si aggiungono il Codice Penale (articoli 544 bis e 635) e i Criteri Ambientali Minimi (Cam) del Ministero dell’Ambiente.
Un recente pilastro legale è arrivato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che il 1° agosto 2025 ha emesso una sentenza storica: il danneggiamento di nidi o uova è vietato anche se avviene durante lavori di manutenzione ordinaria. Secondo i giudici europei, accettare il rischio che un intervento possa colpire la fauna equivale a un comportamento deliberato e colpevole.
Uno dei problemi principali sollevati dalla Lipu riguarda la convinzione che basti un’occhiata superficiale per autorizzare una potatura. Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana dell’associazione, avverte che molti nidi sono strutture minuscole e perfettamente mimetiche, nascoste nelle cavità più profonde dei tronchi o nel fitto dei rami.
Individuarli richiede competenze ornitologiche avanzate e osservazioni prolungate; affidare questo compito a personale non specializzato è considerato scientificamente nullo. Inoltre, eliminare la vegetazione attorno a un nido, anche senza toccarlo direttamente, compromette l’habitat, esponendo i piccoli ai predatori o alle intemperie e portando spesso all’abbandono della nidiata.
Se si assiste a interventi di manutenzione del verde, abbattimenti o sfalci di siepi in questo periodo (marzo-agosto) che non sembrano legati a urgenze di sicurezza certificate, è possibile e doveroso intervenire contattando i Carabinieri Forestali (112) o altre forze dell’ordine. È utile citare il parere dell’Ispra dell’11 ottobre 2021, che conferma come queste attività distruggano nidi e habitat. Se possibile, documentare l’intervento con foto, restando sempre in sicurezza.
Il Presidente della Lipu, Alessandro Polinori, sottolinea come il riscaldamento globale stia accelerando i cicli biologici. La “primavera anticipata” non è più un’eccezione e rende il rispetto delle scadenze della natura un obbligo legale immediato. Fermare le motoseghe non è una scelta facoltativa, ma un atto di civiltà necessario per preservare un patrimonio comune che appartiene a tutti i cittadini.



